mercoledì, 31 ottobre 2007

Il pensiero e la guarigione
Tratto dal libro “The Secret”, Macro edizioni

“Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato”
Buddha (563 a.C. – 483 a.C.)


Legge di attrazione 
La legge di attrazione dice che i simili si attraggono, ma in realtà si sta parlando a livello di pensiero.
“Quando lo vedi nella tua mente, ce l’hai a portata di mano”
L’effetto placebo è un esempio di legge di attrazione: quando un paziente crede veramente che la pastiglia costituisca una cura, riceve quello che crede e viene curato!
La legge di attrazione è una legge di Natura; è impersonale e non fa distinzione tra cose buone e cattive: capta i nostri pensieri e ce li trasmette come esperienze di vita.
Quello che noi pensiamo poi lo viviamo!

Quando pensiamo a cose che vogliamo veramente concentriamo su di esse tutte le nostre intenzioni, e la legge di attrazione darà esattamente quello che abbiamo desiderato. Ma quando focalizziamo la nostra attenzione sulle cose che non vogliamo (“non voglio fare tardi”, “non voglio ammalarmi”, “non voglio morire”, ecc.) la legge di attrazione non presterà ascolto al fatto che non le vogliamo, ma procurerà le cose che stiamo pensando, e infatti poi si verificheranno puntualmente.
La legge di attrazione non tiene conto dei “no”, dei “non” o qualsiasi altra negazione.

Per esempio:
“Non voglio fare tardi”       
à “voglio fare tardi”
“Non voglio ammalarmi”      
à “voglio ammalarmi”
“Non voglio litigare”           
à “voglio litigare”

La legge di attrazione ci dà quello a cui stiamo pensando!

I pensieri 
I pensieri diventano le cose che si concretizzano nella vita.
I pensieri in pratica si trasformano in cose reali!
Mentre si pensa, i pensieri vengono proiettati nell’Universo e attraggono magneticamente tutte le cose simili che si trovano sulla medesima frequenza.
Tutto quello che viene emesso fa ritorno alla sorgente, e la sorgente siamo noi!

Il processo creativo

1° passo: CHIEDI
Diamo un ordine all’Universo, facciamogli sapere che cosa vogliamo. L’Universo reagirà ai nostri pensieri, ma se non abbiamo le idee chiare la legge di attrazione non potrà portare quello che vogliamo!

2° passo: CREDI
Crediamo che ciò che vogliamo sia già nostro!
Dobbiamo credere di aver ricevuto quello che abbiamo chiesto. Dobbiamo sapere che ciò che vogliamo è nostro nel momento in cui lo chiediamo. Necessità una fede totale e assoluta.
Nel momento in cui chiediamo, e crediamo sapendo di avere già a livello invisibile quello che vogliamo, l’intero Universo si muove per portarlo anche a livello visibile, cioè  reale.
Dobbiamo agire, parlare e pensare come se lo stessimo ricevendo ora, perché l’Universo è uno specchio e la legge di attrazione ci rimanda l’immagine dei nostri pensieri dominanti.

3° passo: RICEVI                                                
Cominciamo a sentirci meravigliosamente bene all’idea di ricevere quello che abbiamo chiesto. Immaginiamo e viviamo come ci sentiremo quando arriverà, ma immaginiamolo adesso, in questo momento!
Quando abbiamo chiesto, crediamo di averlo ricevuto e tutto quello che resta da fare per averlo è sentirsi bene. Quando stiamo bene siamo sulla frequenza dell’accoglienza, siamo sulla frequenza che fa arrivare tutte le cose buone e riceveremo quello che abbiamo chiesto.
Quando sentiamo di averlo già e la sensazione è così reale che ti sembra di esserne già in possesso, credi di averlo ricevuto e lo riceverai!
Se crediamo a qualcosa solo a livello intellettuale, ma senza il supporto di un’emozione corrispondente, è inevitabile che abbiamo abbastanza forza per attrarre ciò che vogliamo nella vita. Dobbiamo sentirlo!

“Tutto quello che voi chiederete pregando,
credete di averlo già ottenuto e vi avverrà”
[ Matteo 11:24 ]

La gratitudine
La gratitudine è senz’altro il sistema migliore per far arrivare più cose nella nostra vita.
La pratica della gratitudine è una delle vie attraverso le quali arriva la ricchezza, qualsiasi essa sia.
Quando ringraziamo come se avessimo già ricevuto quello che volevamo, trasmettiamo un potente segnale all’Universo. Il segnale comunica che possediamo già quella cosa, dato che proviamo gratitudine per il fatto di averla.
Ogni mattina proviamo gratitudine per la giornata che ci aspetta, come se l’avessi già vissuta!

“Realizziamo qualunque cosa pensiamo e per la quale esprimiamo gratitudine”
Dottor John Demartini

Il processo di visualizzazione
Il motivo per cui la visualizzazione è così efficace dipende dal fatto che creiamo nella mente delle immagini in cui ci vediamo già in possesso di quello che vogliamo, dando origine a pensieri e sensazioni ed emozioni che proveremo se quella cosa fosse nostra.
La visualizzazione è un pensiero focalizzato con intensità sulle immagini, e per questo produce emozioni ugualmente intense. La visualizzazione invia questa intensa frequenza all’Universo che risponde restituendo le immagini come le abbiamo viste nella mente.

“Decidi cosa vuoi avere. Credi di poterlo avere. Credi di meritartelo e di averlo a portata di mano. Poi chiudi gli occhi per qualche minuto e visualizzati in possesso di quello che vuoi, prova le sensazioni che avresti se fosse già tuo. Esci dalla visualizzazione e concentrati sulla gratitudine che già provi, e goditi davvero il possesso di quella cosa. Poi riprendi le tue attività normali e affida tutto all’Universo, confidando nel fatto che saprà come farti avere ciò che vuoi”. Jack Canfield

Neville Goddard consiglia un metodo di riflettere sugli eventi della giornata prima di andare a letto. Se un avvenimento o un momento non andato secondo i tuoi desideri, ripetilo mentalmente in un modo che ti entusiasmi. Ricreando quegli episodi nella tua mente proprio come li vuoi, ripulisci la frequenza dall’energia di quella giornata ed emetti un nuovo segnale e una nuova frequenza per l’indomani: hai così creato nuove immagini per il tuo futuro.

“L’immaginazione è tutto. E’ l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva”
Albert Einstein (1879-1955)

Il segreto della salute
Il nostro corpo è il prodotto dei nostri pensieri.
Pensare alla salute perfetta è qualcosa che chiunque di noi può fare a livello interiore, indipendentemente da quello che ci succede intorno e all’esterno.
La nostra fisiologia crea la malattia per darci un feedback, per farci sapere che abbiamo una prospettiva sbilanciata o che in quel momento non proviamo amore e gratitudine.
I segnali e i sintomi fisici in questa ottica non sono così terribili.
L’amore e la gratitudine dissolvono ogni negatività nella nostra vita.
Il riso attrae la gioia, elimina la negatività e produce cure miracolose.

“Non c’è posto per la malattia in un corpo sano dal punto di vista emozionale. Il tuo corpo elimina milioni di cellule al secondo e nello stesso tempo ne crea milioni di nuove”. Bob Proctor

La scienza ha dimostrato che il nostro corpo viene completamente sostituto nel giro di pochi anni, com’è possibile allora che quella particolare degenerazione o malattia vi rimanga per anni? Può essere trattenuta nel nostro corpo solo dal pensiero, dall’osservazione della malattia e dall’attenzione che le si presta.

Formulare pensieri di protezione
Formuliamo pensieri di protezione. Non c’è posto per la malattia in un corpo dotato di pensieri armoniosi. I pensieri imperfetti sono causa di tutte le disgrazie dell’umanità, compresa la malattia, la povertà e l’infelicità.
Formulo pensieri perfetti. Vedo solo perfezione. Io sono la perfezione
Se abbiamo una malattia e ci concentriamo su di essa parlandone agli altri, finiamo per produrre altre cellule malate. Immaginiamo di vivere in un corpo perfettamente sano.
Parlare in continuazione della malattia alla gente, significa pensarci sempre.

La causa della malattia sta nel pensiero per cui è bene ripetere spesso: “Sto magnificamente. Mi sento proprio bene”, e senti che è davvero così.
Quando le persone si concentrano completamente su ciò che non va e sui loro sintomi, non fanno altro che perpetuare quella situazione. La guarigione non avverrà finché non avranno spostato l’attenzione della malattia alla salute. Così funziona la legge di attrazione.
Non dobbiamo lottare per liberarci dalla malattia, già il semplice lasciar andare i pensieri negativi consentirà al nostra naturale stato di salute di emergere dentro di noi. E il nostro corpo provvederà alla guarigione. 

La Mente universale Unica
La meccanica quantistica lo conferma, e anche la cosmologia quantistica: L'Universo nasce dal pensiero e tutta la materia da cui siamo circondati è semplicemente pensiero precipitato. In definitiva siamo la fonte dell'Universo (...)
Quindi il tipo di corpo in termini di salute e il tipo di ambiente che creiamo dipende da come usiamo questo potere, se in modo positivo o negativo.

Sii consapevole dei tuoi pensieri
Tutto il potere risiede nella consapevolezza di esserne dotato e consiste nel continuare a esserne cosciente
Come si fa a diventare più consapevoli? Un metodo è quello di fermarti e chiederti: "Che cosa sto pensando in questo momento? Quali sono le mie sensazioni adesso?" Nell'istante in cui te lo chiedi sei consapevole, perché hai portato la tua mente al momento presente.
Ogni volta che ci pensi, fà in modo di tornare alla consapevolezza del qui e ora. Fallo centinaia di volte al giorno perché, ricordatelo bene, tutto il potere è racchiuso nel tuo esserne consapevole.

"La verità assoluta è che 'l'Io' è perfetto e completo;
il vero 'Io' è spirituale e quindi non può mai essere meno che perfetto;
non può mai soffrire di mancanze, limitazioni o malattie"
Charles Haanel (1866-1949)

www.disinformazione.it
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martedì, 30 ottobre 2007

Ospedale a colori e Ambient Experience a Parma

Tra le novità che accadono a Parma (novità per modo di dire dato che è successo a gennaio e siamo in ottobre) c'è questo progetto della Philips in collaborazione con Disney per la nuova Risonanza Magnetica 1,5 tesla, che lavora tra luci soffuse, colori, suoni e immagini che i pazienti, piccoli e grandi, possono scegliere secondo i loro gusti. E si aggiunge al tutto una sala d'attesa che sembra una sala per i giochi, affollata dai personaggi del mondo Disney.
La sala di radiologia dove si trova l'apparecchiatura per la RM diventa così una specie di luogo con suoni e colori che avrebbero il compito di rilassare il paziente che si sottopone alle indagini diagnostiche. Mah... ho seri dubbi sull'azione in campo sociale della Disney.

Nel sito dell'ospedale scrivono:

"Il progetto è nato e si è sviluppato attorno alla necessità dell'Ospedale di Parma di dotarsi di una nuova Risonanza Magnetica e di ampliare e riunire in un unico luogo l'offerta radiologica. L'obiettivo è affiancare all'innovazione tecnologica l'umanizzazione del servizio, favorendo il rilassamento e la riduzione dell'ansia per i pazienti in attesa dell'esame."

La nuova area diagnostica, che rientra nell'Unità Operativa di Radiologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, è entrata in funzione a marzo, dopo il periodo di formazione del personale per l'utilizzo della nuova Risonanza Magnetica. Tra le altre innovazioni vi è da segnalare l'apparecchio della "radiologia polifunzionale" che permette esami sull'intero apparato scheletrico ed è una delle prime installazioni a livello europeo. Ci saranno anche un nuovo ecografo e un'altra Risonanza Magnetica settoriale per studi osteo-articolari.


http://www.ao.pr.it/immagini/ospedale/Piastra_tecnica/Ambient-Experience_1.JPG

L'apparecchiatura per risonanza magnetica Philips Achieva 1,5 Tesla rappresenta l'ultimo stadio nell'evoluzione tecnologica in questo settore della diagnostica per immagini.

La nuova Risonanza Magnetica offre una dotazione completa di sequenze e pacchetti applicativi avanzati per imaging cardiaco, vascolare, neurologico, spettroscopia, diffusione e perfusione. Questa configurazione consente indagini cliniche di altissimo livello e dettaglio informativo per qualsiasi parte del corpo. L'attenzione riposta nella umanizzazione del locale diagnostico, dotato dell'esclusivo impianto a fibre ottiche "Ambient Experience", propone una architettura degli spazi e un impatto visivo tra i più avanzati in Europa. La superficie di intervento è circa 2.030 mq per un importo complessivo dell'opera di 5 milioni di euro.


http://www.ao.pr.it/immagini/ospedale/Piastra_tecnica/Ambient-Experience_0.JPG

"Anche l'umanizzazione pittorica della sala d'attesa per i bambini fatta da Disney nell'ambito del progetto "Ospedale a colori" è stata realizzata con l'obiettivo di aiutare i piccoli pazienti e i loro famigliari a rilassarsi e a far trascorrere nel modo più rassicurante possibile l'attesa per la risonanza magnetica.
L'iniziativa, partita nel 2004, è nata dalla volontà della Walt Disney Company Italia di applicare la propria creatività e capacità di raccontare storie, aumentando il proprio impegno nel campo del sociale.
Dietro alla scelta dei soggetti Disney c'è un'attenta ricerca: infatti non solo sono adatti a maschi e femmine di varie età, ma sono in grado di ricreare un vero e proprio mondo in grado di aiutare il bambino a superare la paura e il disagio che l'ospedale può suscitare."

http://www.ao.pr.it/immagini/ospedale/Piastra_tecnica/Ospedale-a-colori_3.JPG

Naturalmente mi trovo un po' scettica sul vero scopo della Disney in questa partecipazione e sulle proiezioni alle pareti: come se un paziente avesse voglia di guardare il muro mentre si fa una RM! Forse dovrebbero proiettare qualcosa di più interessante sul soffitto...

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Il cibo biologico è più nutriente del cibo chimico

mangiare bio fa bene alla salute. foto Jeff Kubina30 ottobre 2007 - Dalla comparazione delle proprietà dei cibi biologici e di quelli ottenuti con aiuti chimici (fertilizzanti e pesticidi) emerge che gli alimenti biologici sono più nutrienti degli altri.

I cibi biologici avrebbero più antiossidanti e meno acidi grassi dei chimici. Nel latte queste differenze sono notevoli, con il 50-80% di antiossidanti in più. Nelle verdure come lattuga, cipolle, pomodori o cavoli il vantaggio è del 20-40%.
Questi studi contraddicono i risultati propagandati dalla Food Standards Agency che sostiene da tempo che non vi siano prove scientifiche della miglior qualità dei prodotti biologici. Ora l’attenzione del gruppo di lavoro della Newcastle university è mirata a capire quali siano i fattori critici che provocano tali differenze per aumentare la qualità delle produzioni bio.

L’università di Newcastle ha avuto 4 anni di tempo e 18 milioni di euro di fondi europei per studiare le differenze nel contenuto nutritivo di vari alimenti. I risultati definitivi saranno diffusi nel corso del 2008, ma le prime voci paiono già dare per certo il risultato. Sono state coltivate varie specie di frutta verdura e sono state allevate delle vacche, con metodi chimici e biologici; i campi erano sparsi in tutta Europa, per tenere conto delle differenze regionali.

Il progetto si chiama Quality Low Imput Food, è stato guidato dal professor Carlo Leifert e si prefigge di migliorare la qualità, garantire sicurezza e ridurre i costi di produzione dell’agricoltura biologica e di quella che richiede poca energia attraverso attività di ricerca e addestramento.
Lo scopo è aumentare il risultato sia per il consumatore che per il produttore in un approccio “dal forcone alla forchetta”.

Il prof Leifert sostiene che dei cibi più ricchi di sostanze che favoriscono la salute possono essere di aiuto a chi, per varie ragioni, non assume le 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura consigliate.

Via | Times

www.ecoblog.it

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lunedì, 29 ottobre 2007

lo studio di un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti
Tv isterica, genera ansia e depressione
Sotto accusa l'allarmismo in talk show e telegiornali, ma anche nelle trasmissioni sportive e nei reality

MILANO - Ansia, depressione, insonnia e persino attacchi di panico. Questo genera la tv, secondo uno studio promosso da Meta Comunicazione e realizzato da un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti. Le trasmissioni caratterizzate da continuo allarmismo (58%), toni che rasentano l'isteria (51%), continue polemiche (46%) alla lunga rischiano di causare delle vere e proprie patologie, come quelle sopra elencate. In media, persino in un talk show, ogni 6 minuti vengono utilizzati toni e termini che alzano il livello di ansia e aggressività, oltre al fatto che gli stessi temi trattati affrontano ciò che di più inquietante avviene quotidianamente.

STRESS E ANSIA - Lo studio ha analizzato, per quattro settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato nelle diverse tipologie di trasmissioni, per individuare il livello di ansia generato dalle stesse. Da intrattenimento e svago, secondo il 73% degli esperti intervistati, la tv è diventata un collettore di stress (63%), ansia (55%) e aggressività (49%). E ad essere sotto accusa non sono solo le trasmissioni legate all'attualità e alla cronaca, come talk show e tg, ma anche contenitori che sulla carta dovrebbero essere di puro intrattenimento, dove, secondo gli esperti (47%), il carico d'ansia è ancora maggiore, perché lo spettatore ha meno difese.

TONI ISTERICI - Sotto accusa l'allarmismo (58%), ormai utilizzato in ogni tipo di trasmissione, dalle news ai contenitori di costume. Anche i servizi più normali vengono annunciati come se si trattasse di una gravissima notizia. Per il 51% i toni isterici che ormai dominano nel piccolo schermo rappresentano una delle maggiori cause dell'ansia di chi resta troppo tempo davanti alla tv. Una situazione che non viene certo aiutata dalle continue polemiche (46%). Nella classifica del grado di ansia catodica proprio i talk show sono al primo posto, come sottolinea il 58% degli esperti e conferma l'analisi dei programmi andati in onda nelle ultime 4 settimane. Subito dietro i tg (52%) in cui, in media si raggiungono alti livelli di stress ogni 12 minuti.

SPORT E REALITY - Lo stesso vale per le trasmissioni sportive, dove l'ansia sembra la costante per cercare di fidelizzare gli spettatori (45%, i picchi di ansia catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 15 minuti). Seguono le trasmissioni di servizio, dove si vogliono tutelare i consumatori o dirimere controversie (41%, uno ogni 20 minuti). Ma sotto accusa sono anche le trasmissioni di costume e di puro intrattenimento come i contenitori pomeridiani (38%, dove i toni fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 21 minuti). Seguono i reality (36%), che seguono lo stesso principio delle trasmissioni sportive e dove il livello d'ansia sale in media ogni 24 minuti.


28 ottobre 2007

www.corriere.it
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categorie: notizie varie
domenica, 28 ottobre 2007

ARRIVA PATENTE CONTRO VELENI E SOSTANZE KILLER
Stop ai veleni ancora in circolazione.
Dai tessuti dei divani ai piatti usa e getta, dalle scarpe griffate a vernici di casa e pesticidi nei campi, tutti i prodotti di uso comune nascono impregnati di sostanze chimiche.

26 ottobre 2007 - Ora pero' saranno almeno 30.000 quelle che dovranno fornirsi di una ''patente'' europea grazie ad un nuovo regolamento: il Reach. Il tutto con un benefico impatto sulla salute e per l'ambiente. Con l'applicazione del Reach, partito nel giugno scorso, secondo la Commissione europea si stima una riduzione del 10% di malattie connesse alla produzione e all'uso di sostanze chimiche, in particolare alcune migliaia di decessi in meno all'anno per tumori. Questo quanto emerso nel corso della prima conferenza nazionale sull'attuazione del regolamento organizzata dalla Commissione europea e dai ministeri della Salute, dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, Istituto superiore di sanita' e agenzia per la protezione dell'Ambiente (Apat).

Il via al regolamento a livello nazionale si basa infatti sulla collaborazione fra questi tre dicasteri, con il ministero della Salute come capofila del comitato di coordinamento e il coinvolgimento delle Regioni. Secondo il Wwf sono circa 100.000 le sostanze chimiche in commercio e circa 1.500 i nuovi composti introdotti ogni anno.

Ad essere in ballo c'e' tutta la catena alimentare, che passa dai cibi e arriva agli esseri umani, senza dimenticare anche gli animali. Quella del Reach e' quindi una grande innovazione per l'industria chimica europea, al primo posto a livello mondiale. Non a caso americani e cinesi stanno guardando a questa nuova normativa, che uniforma il sistema di tutela tenendo sempre piu' alla larga le merci senza ''patente'' europea.

''Con questo regolamento ci sono i presupposti per migliorare il mercato delle sostanze chimiche e la competitivita' delle industrie'' ha affermato Pier Luigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico, nel suo intervento alla Conferenza, sottolineando anche il ruolo del suo ministero con un apposito help desk nazionale destinato alle imprese. Nel suo messaggio il ministro della Salute Livia Turco ha invece affermato il ruolo del Reach come ''grande ombrello protettivo'' per la salute dei cittadini europei, mentre nella sua nota il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha colto l'opportunita' per l'industria di incentivare una ''chimica verde'', all'insegna di prodotti naturali e di una nuova ricerca.

''Se prima del Reach la massima tutela era applicata ad esempio ai giocattoli e prodotti per bambini - spiega Francesca Fratello, direttore della prevenzione del ministero della Salute - oggi questa viene ampliata a tutti i prodotti''. ''L'obiettivo - spiega Pietro Pistolese, esperto del ministero della Salute - e' che sostanze come cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione (CMR), persistenti, bioaccumulabili e tossici, non solo per l'ambiente ma per l'uomo (PBT) e distruttori endocrini, vengano banditi dalla circolazione''.

www.ansa.it

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categorie: ecologia, salute
venerdì, 26 ottobre 2007

Nuovo allarme Usa per gli integratori alimentari

Circa un terzo dei bambini americani inghiotte, a tutt'oggi, integratori di vitamine e minerali, mentre già dal 2004 si vanno accumulando evidenze che mettono in discussione l'utilità di molti di questi prodotti. La prima grande indagine su come i supplementi dietetici e i prodotti a base di erbe avrebbero dovuto essere regolamentati aveva, per esempio, rilevato che non esisteva praticamente alcun dato scientifico riguardo a ben 29.000 integratori veduti negli Usa. Addirittura, nel gennaio del 2004 erano state ritirate dal mercato le preparazioni contenenti efedra, dopo che la sostanza era stata correlata con ben 155 casi di morte e oltre 16.000 reazioni avverse.
Ciò nonostante, sono ancora in molti a ritenere che le vitamine, il selenio, il manganese, il ferro, così come gli estratti di erbe, siano sempre sicuri e innocui: è quanto risulta da uno studio su oltre 10.000 bambini condotto da Mary Frances Picciano (Office of Dietary Supplements, Bethesda, Maryland), diffuso in questi giorni dalla Fda (Us Food and Drug Administration). Anche se in Europa le leggi in questo settore sono un poco più restrittive rispetto a quelle d'Oltreoceano, sono pur sempre prodotti in libera vendita: meglio perciò relegarli ai casi di reale necessità e sotto controllo medico.

www.focus.it
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categorie: salute

Sette anti-cancro, o stampa di Regime?
di Marcello Pamio – 26 ottobre 2007

Domenica 14 ottobre 2007 il quotidiano nazionale “Libero” si è occupato finalmente di noi.
In che termini potete già immaginarlo dal titolo: “Il ministero boccia la setta anti-cancro”.
Il merito va tutto al convegno che abbiamo organizzato sulla “Libertà di scelta terapeutica” tenutosi a Padova il 7 ottobre scorso. 
Il tema centrale dell’articolo (scaricabile alla fine della pagina) è sempre il solito: attacco sistemico e sistematico (ovviamente preordinato) a tutto quello che esce dal paradigma ufficiale, che può mettere in seria crisi l’establishment medico-scientifico e soprattutto le lobbies del farmaco.
L’ordine di scuderia è il seguente: abbattere tutto quello che può far “svegliare le coscienze”!

L’esperto di medicina Peppe Rinaldi (autore di numerose inchiesta su tutto ciò che è alternativo) ha dissacrato la Nuova Medicina Germanica del dottor Geerd Ryke Hamer sparando a zero su tutti i suoi “seguaci” italiani, cioè su tutti quei Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti la vera e unica arte medica, il Giuramente di Ippocrate e per ultimo la Dichiarazione di Helsinki (1964, Associazione Medica Mondiale. Articolo 5: (…) “il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza”).

Sempre secondo il Rinaldi (che oltre a scrivere nel prestigioso quanto indipendente quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri, mette a disposizione la sua penna anche per il salernitano “Cronache del Mezzogiorno”), questi ‘stregoni della psiche’ o ‘sciamani delle case popolari’ (il corsivo è mio), che contemplano nella malattia non solo il corpo fisico ma anche gli aspetti più intimi dell’essere umano, come la psiche e la mente, sono pericolosi, e sapete perché? Lo dice in apertura del suo pezzo giornalistico: «In Europa sono 140 i morti, di cui 11 solo in Italia, finora. Tutti si curavano con la Nuova Medicina Germanica»!

Dopo aver sottolineato che in Italia sono ben 11 le morti, si dimentica però di dire quante sono le persone che ogni anno muoiono, sempre in Italia, a seguito dei trattamenti ufficiali per il cancro, quali radio, chemioterapia e chirurgia. Come mai questo vuoto informativo?
Forse perché se comparava le 11 morti in Italia con le 150.000 ufficiali, e le 140 in Europa con 1.700.000[1], sempre ogni anno, il suo articolo perdeva di efficacia? L’obiettivo si sfuocava?

Nonostante la tristissima realtà delle cure ufficiali - nemmeno sfiorata dal giornalista - ci si sofferma solo sulle 11 morti (tutte comunque da verificare singolarmente), causate da percorsi terapeutici non ortodossi e quindi esecrabili a priori (anche se la persona ha scelto di sua spontanea volontà, firmando il consenso informato).
Come detto: tutto ciò che può mettere in crisi il Sistema va bandito, screditato, attaccato mediaticamente, e i giornali lo sanno fare molto bene.
Il Sistema in questo caso è molto complesso, perché comprende non solo le carriere baronali delle università e le immancabili lobbies del farmaco (un solo ciclo di chemio costa circa 500 dollari. Una singola fiala di cisplatinum per fare un solo esempio, costava 1 milione di vecchie lire!), ma anche tutto l’enorme indotto che spazia dagli istituti di cura, alle cliniche private, alle visite, ecc.
Un giro di affari difficilmente calcolabile.

Forse di cliniche private il signor Peppe Rinaldi dovrebbe saperne qualcosa visto che il suo editore (il proprietario del giornale Libero), cioè la famiglia Angelucci, è proprietaria della Tosinvest Sanità, che rappresenta un leader nella assistenza sanitaria a livello nazionale!!!
Tosinvest infatti è il re delle cliniche private in Italia, secondo solamente al gruppo Rotelli (dell’ing. Giuseppe Rotelli presidente del gruppo ospedaliero San Donato).

E quando parlo di reame intendo proprio quello: 26 strutture accreditate a livello nazionale (San Raffaele Portuense, San Raffaele Nomentana, San Raffaele Cassino, San Raffaele Velletri, San Raffaele Termini, Villa Buon Respiro, San Raffaele Sulmona, San Raffaele Rocca di Papa, San Raffaele Montecompatri, San Raffaele Trevignano RSA, Villa Monica RSA, San Raffaele Torricella, San Raffaele Alberobello, San Raffaele Andria, San Raffaele Sannicandro, San Raffaele Alessano, San Raffaele Crispiano, San Raffaele Locorotondo, San Raffaele Campi Salentina,San Raffaele Modugno, San Raffaele Troia, San Raffaele Ostuni, San Raffaele Sabaudia), Residenze Sanitarie Assistenziali e Hospice (luoghi di accoglienza e ricovero per malati terminali, soprattutto malati di cancro!)

Lungi da me l’idea che un giornale come Libero venga utilizzato come testa d’ariete per demolire tutto quello che potrebbe compromettere gli affari di famiglia… 
Non mi è neppure passato per l’anticamera del cervello.

Però dico al giornalista che ha firmato l’articolo e al suo direttore Feltri che ne ha avallato la pubblicazione, di portare maggior rispetto, non ai Medici che in Scienza e Coscienza portano avanti l’Arte Medica (loro rispondono alla propria Coscienza e a quelle dei propri assistiti), ma alle centinaia di migliaia di persone che ogni anno vengono colpite dalle malattie degenerative come il cancro!
Cosa rispondete loro? Quale messaggio avete il coraggio di dare?

Siete perfettamente a conoscenza dei grossi limiti della medicina materialistico-riduzionista (se non li conoscete cambiate argomento per cortesia): un fallimento di oltre trent’anni su tutta la linea, lo dicono i fatti e non le parole. Lo dicono i loculi e le tombe che ogni anno prendono posto. Decenni di inutili trattamenti e sofferenze e perché?
Perché il pensiero riduzionista, materialista e meccanicista è penetrato nei gangli vitali della scienza medica, riducendo l’essere umano in solo corpo fisico: cellule e organi.
Così facendo però non vi potranno mai essere dei risultati - e infatti non ci sono, nonostante le incoraggianti parole dei giornalisti e dei luminari di turno - ma solo sofferenza e dolore.

Anche voi giornalisti, una volta per tutte, prendetevi la responsabilità di quello che scrivete, ma non davanti al magistrato, troppo comodo per chi ha potere e soldi, ma davanti alle coscienze e alle sofferenze delle persone umane.
Esseri umani composti sì da corpo fisico, ma anche da anima o psiche (mondo dei sentimenti) e spirito (l’essenza spirituale individuale). Troppo difficile da capire?
Lo so che è più semplice vedere l’uomo come un ammasso cellulare fine a se stesso: è tutto tremendamente più semplice, ma quando ci tocca una malattia grave come il tumore - caro Peppe Rinaldi – l’arroganza, preconcetti e pregiudizi, forse è meglio metterli da parte, lasciando parlare il Cuore

Guai a quel medico che cura il corpo senza aver curato la mente, giacché da essa tutto discende” (Socrate citato da Platone, 480 a .C.)

 

[1] Annals of Oncology, AIMAC, Associazione Italiana Malati di Cancro. http://www.aimac.it/notizie/visualizza.php?id_articolo=6814
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categorie: bioetica, salute
giovedì, 25 ottobre 2007

Activia: pubblicità ingannevole

activia danoneSpotanatomy ci segnala l'ingannevole pubblicità di Activia di Danone, quella della Marcuzzi per intenderci: "Segnalata al Garante nel mese di gennaio 2006, nulla, continuano a farla.
Si tratta del prodotto Danone Activia che appare sotto forma di spot televisivo innumerevoli volte in un giorno e da mesi.
Nella pubblicità, si afferma che il prodotto contiene il Bifidus Actiregularis. Tale Bifidus non esiste, serve solo a far credere ai consumatori che il prodotto ha funzioni specifiche e a garantire un risultato positivo. Ingannevole e ridicola". Sembra infatti che Danone abbia pensato che il nome Bifidus Essensis, utilizzato per il proprio Yogurt "regolarizzante" non faceva ca..re abbastanza e così cos'ha fatto? Semplice, gli ha cambiato nome registrando addirittura il marchio. Garante! Se ci sei batti un colpo!

Il Bifidus Actiregularis di Activia di Danone, ex Bifidus Essensis... esiste solo come nome commerciale inventato di sana pianta dalla Danone! E vi dirò di più, non solo è un'invenzione per fare marketing, ma non sono stati neppure abbastanza coerenti da adottare la stessa "etichetta commerciale" del principio attivo da loro tanto decantato in tutti i Paesi in cui vendono il loro prodotto. Infatti questo povero bifidus è stato ribattezzato a seconda dei Paesi come Bifidus Regularis (in USA e Messico), Bifidus Activus (in Spagna), Bifidus Essensis (in Germania, Olanda, Romania, Austria), Bifidus Digestivum (in UK) o appunto ora almeno in Italia Bifidus Actiregularis (in Argentina, Cile, Russia e ora in Italia). Tutti questi non sono affatto nomi scientifici: la parola "digestivus" e "digestivum" (che dovrebbero essere il nominativo nel primo caso se il nome è maschile, nel secondo se fosse neutro) non esiste. Bene, normalmente le etichette scientifiche mi risulta siano in latino, e non latinizzate! Capisco di non trovare "bacillus", ma non so se ai tempi dei romani si conoscevano, quindi va bene latinizzare, ma "regolare" ha una traduzione latina: "iustus", stesso discorso per "attivo": "acer", "operosus", "impiger", ecc., ma non "activus"! Ma ammettiamo che questa sia solo una mia divagazione classicista. Comunque questi nomi esistono solo nel marketing Danone, e questo è un fatto. Ho cercato, ed ho trovato che tutti questi bifidus, altro non sono che il "bifidobacterium animalis DN 173 010": questo è il loro nome scientifico... però la pubblicità ha pensato bene di non servirsene in quanto non dà tanto l'impressione di essere un probiotico.

Il Latinorum: Bifidus è l’abbreviazione di Bifidobacterium, ma bacterium è di genere neutro e dunque la concordanza col neutro dovrebbe essere “bifidum”. Actiregularis, invece, è chiaramente un assassinio della lingua che fu di Plinio, Virgilio e Cicerone. Il prefisso “Acti” sottolinea l’azione dello yogurt ed è un chiaro richiamo al nome del prodotto, mentre “Regularis” (che al neutro dovrebbe in ogni caso fare “regulare”!) vuole ovviamente evidenziarne la funzione regolarizzante.

Così come alcuni batteri in questo periodo sono molto di moda, ve ne sono altri reietti ed emarginati. Tra questi c’è il Lactobacillus Rhamnosus GG. Il suo “esilio” dall’olimpo dei batteri può essere dovuto o all’impronunciabilità del suo nome o ad una specifica scelta di marketing. Infatti il Rhamnosus serve a prevenire e a curare la diarrea acuta.
Malignando potremmo pensare che le stesse ditte che oggi sponsorizzano prodotti per farci andare in bagno, un domani ce ne proporranno altri – e qui torna in gioco il nostro amico Rhamnosus – per farci scollare dalla tavoletta.

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categorie: notizie varie
mercoledì, 24 ottobre 2007

«possibile anche che si cambino parti di dna per migliorare caratteristiche fisiche»
«Nel XXII secolo ci sarà l'uomo sintetico»
Parla Venter che ha creato il primo cromosoma: possibile già in questo secolo, ma ci sono ancora limiti etici

androide.jpg

LONDRA - Il superuomo si avvicina. Ormai, parola di uno dei più importanti scienziati moderni, siamo solo a un secolo di distanza. Nel XXII secolo sarà infatti possibile creare un uomo totalmente sintetico. Lo ha affermato Craig Venter, lo scienziato americano noto per aver annunciato la creazione in laboratorio di un cromosoma fabbricato in laboratorio durante un'intervista alla rete televisiva inglese Bbc.

VERSO L'UOMO SINTETICO - «La creazione di un intero genoma umano in una provetta sarà possibile già in questo secolo - ha affermato Venter - ma non credo che succederà, perchè tutti noi scienziati siamo contrari ad esperimenti di questo tipo sugli uomini. Questo non esclude però che nel prossimo secolo qualcuno lo faccia, oppure cerchi di cambiare singole parti del Dna per migliorare alcune caratteristiche fisiche». Venter ha anche escluso che le sue ricerche, specie quelle sulla creazione di batteri sintetici, possano essere usate per fabbricare armi batteriologiche: «Il nostro laboratorio ha chiesto il controllo di un comitato etico fin dai primi esperimenti - ha spiegato il genetista - e anche adesso tutte le nostre ricerche sono esaminate attentamente da un comitato bioetico statale. Esperimenti simili ai nostri sono svolti nei laboratori di tutto il mondo, l'importante è che siano sempre controllati e resi pubblici».

ACCUSE - Lo scienziato si è difeso dall'accusa fatta da molti genetisti di aver creato una società privata per sequenziare completamente il genoma umano (la Celera Genomics, che riuscì nel 2001 nell'intento precedendo un consorzio pubblico mondiale) per sfruttare i risultati dal punto di vista commerciale: «Non abbiamo brevettato nessun gene umano - ha spiegato Venter - e i nostri risultati sono pubblici e accessibili a tutti. La società privata serviva ad aumentare la competizione, e infatti siamo riusciti a fare in nove mesi quello che gli altri cercavano di ottenere in quindici anni. Certo, ci ho anche guadagnato, ma non abbiamo mai nascosto i risultati».


24 ottobre 2007

www.corriere.it


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categorie: bioetica, notizie varie

Lesione spinale: al via la ricerca sulla somministrazione dell'eritropoietina
L’Agenzia italiana del farmaco ha appena approvato il finanziamento per la sperimentazione. Il farmaco, Il farmaco, farmaco somministrato entro poche ore dall’evento lesivo potrebbe ridurre gli effetti secondari del trauma e permettere un maggior recupero funzionale. In Italia circa 1.200c persone ogni anno subiscono lesioni spinali di origine traumatica

ROMA - E' stato approvato in questi giorni il finanziamento per la somministrazione sperimentale di eritropoietina su soggetti con lesioni midollari. Questa potrebbe essere una svolta decisiva nel trattamento di questi traumi: il farmaco infatti, assunto entro poche ore dall'evento, promette di ridurre le degenerazioni secondarie e di permettere un miglior recupero funzionale. Lo dimostra la ricerca condotta sui topi dal professor Alfredo Gorio (Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Ospedale San Paolo). Il progetto rappresenta la prima sperimentazione clinica multicentrica finalizzata a dimostrare l'efficacia terapeutica dell'eritropoietina nelle persone colpite da lesione spinale. Un fortemente appoggiato da Faip, la federazione che si batte per la tutela dei diritti delle persone con lesione spinale e che si impegna a promuovere e coordinare intese che riguardano la ricerca scientifica, la prevenzione, l'educazione sanitaria, la cura, la riabilitazione, l'inserimento e l'integrazione. La lesione spinale di origine traumatica è un evento lesivo che in Italia colpisce circa 1.200 persone l'anno. Si stima che nel nostro Paese siano circa 75.000 le persone con lesione midollare, l'80% delle quali ha tra i 10 e i 40 anni. La lesione è irreversibile e, oltre ad avere forti ripercussioni sulla vita delle persone, ha costi altissimi per la società, non solo in termini di tempi di ospedalizzazione e di cura, ma anche di reinserimento e integrazione sociale. La sperimentazione vedrà impegnate tutte le Unità spinali italiane che hanno sviluppato un'esperienza multidisciplinare nella gestione della lesione spinale da trauma in collaborazione con il 118 e avrà una durata di 24 mesi. Saranno "arruolati" 100 soggetti idonei. Il monitoraggio degli effetti della terapia fino al novantesimo giorno dalla lesione sarà determinante per stabilire la validità della cura. "La sperimentazione - sostiene Tiziana Redaelli, Direttore dell'Unità Spinale dell'Ospedale Niguarda di Milano - rimette in primo piano anche la necessità di standardizzare la metodologia clinica relativa alla lesione spinale, migliorando la comunicazione tra i diversi gruppi coinvolti nella ricerca. L'obiettivo naturalmente resta il miglioramento della qualità della vita delle persone con lesione al midollo spinale". La ricerca - afferma Raffaele Goretti, Presidente FAIP - è un punto di partenza imprescindibile per per far sì che il percorso curativo-assistenziale-riabilitativo conduca al massimo recupero dell'autonomia e dell'indipendenza della persona con lesione midollare".

(17/10/2007)

http://www.superabile.it
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categorie: notizie varie
lunedì, 22 ottobre 2007

Sesso: più ne fa, più il maschio è fertile

18 -10-2007 - La qualità degli spermatozoi aumenta all’aumentare dei rapporti sessuali. È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell'Università di Sydney (Australia), secondo cui più frequente è l’attività del maschio sotto le lenzuole, più alte saranno le probabilità di mettere incinta la propria compagna. Astenersi per alcuni giorni dai rapporti, nella convinzione che questo possa aumentare il numero degli spermatozoi, è dunque sbagliato: secondo gli esperti, questo potrebbe addirittura peggiorare la qualità del seme. Il team ha studiato 42 uomini con anomalie nella forma degli spermatozoi esaminati al microscopio. Tutti hanno dovuto fornire campioni quotidiani di seme per una settimana, confrontati con altri forniti dopo un'astinenza di tre giorni. Ebbene, tranne cinque pazienti, tutti gli altri presentavano spermatozoi meno danneggiati nella fase di prelievo “regolare” rispetto a quella post-astinenza. “Privarsi del sesso aumenta il numero di spermatozoi, ma questo non vuol dire che la qualità del seme migliori”, ha commentato Allan Pacey della British Fertility Society. “Questa ricerca mostra che quando si inserisce una persona in un regime di sesso quotidiano si riduce il livello del danno del Dna”.

www.Staibene.it

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categorie: notizie varie

Sanità Usa

Le cose che Sicko non ha detto

22 ottobre 2007 Il cadavere misurava una cinquantina di centimetri in tutto e, dopo averlo steso su una barella, l'ausiliario lo ha trasportato fino ai locali della lavanderia della clinica da dove poi è stato prelevato e cremato in modo che non ne restasse traccia. Cancellare la vita di un malato di mente deforme è la cosa più facile del mondo in una clinica privata degli Stati Uniti. Per sottomettere i soggetti agitati, gli infermieri hanno l'abitudine di somministrare sostanze chimiche e di ricorrere agli strumenti di contenimento, causando spesso la morte dei pazienti.

Un'inchiesta e due coraggiosi documentari hanno finalmente rivelato al pubblico quello che per anni era rimasto sepolto dietro una spessa cortina fatta di indagini sciatte, comportamenti ambivalenti dei magistrati e promesse politiche mai mantenute. Il disagio psichico continua ad essere un fastidio per quasi tutte le società, ma negli Stati Uniti, quando un malato di mente muore all'interno di una struttura psichiatrica, preferiscono eliminare del tutto i segni del suo passaggio sulla terra. Gli ispettori sanitari non intervengono mai e le direzioni degli ospedali dove tra il 2002 ed il 2006 sono avvenuti circa 700 decessi - dovuti a maltrattamenti di varia natura - sono riuscite a far passare per morti naturali dei veri e propri omicidi.

Nel film “Sicko”, Michael Moore ha fatto praticamente a pezzi il sistema sanitario americano e sembra che gli incassi lo stiano ripagando dalla fatica, ma centinaia di famiglie sono rimaste deluse dal fatto che il regista americano abbia lasciato fuori gli abusi ai danni di pazienti affetti da disagio psichico.

L'Home Reform Act impone ai centri specializzati in terapie psichiatriche di elaborare piani terapeutici studiati a seconda del problema, ma i medici continuano a trattare allo stesso modo uomini e donne, giovane ed anziani, somministrando a tutti le stesse sostanze. Ma ciò che veramente sorprende è che pur succhiando allo Stato milioni di dollari, le strutture psichiatriche continuino a servirsi della sottomissione fisica come metodo unico per controllare i soggetti problematici. L'aspetto più doloroso di questo stato di cose è che la medicina si ostina a definire “trattamenti” anche una vera e propria barbarie come i sistemi di contenimento coercitivo.

In realtà, si tratta di strumenti diabolici che spesso causano crisi respiratorie spesso fatali. Sono pratiche quotidiane anche le percosse e altri tipi di maltrattamenti fisici, ma le varie commissioni di vigilanza continuano a tollerare l'assunzione di infermieri ed ausiliari che, in alcuni casi, hanno alle spalle precedenti penali per reati di violenza. Sono persone incapaci di interagire con la malattia mentale assunti al termine di corsi di formazione in cui s'insegna solo a difendersi da eventuali attacchi. Sfortunatamente, ogni tentativo razionale di stabilire un regolamento sull'uso di cinghie e camicie di forza e sulle condizioni di vita negli ospedali psichiatrici è servito solo ad animare un dibattito tanto acceso quanto povero di contenuti.

Oggi, molte strutture psichiatriche negli Stati Uniti versano in condizioni terribili. Anche il dipartimento di Salute Mentale ha ammesso l'esistenza di lacune, ma senza spiegare nulla sul numero esorbitante di morti tra i pazienti. Quanto al personale, si barrica puntualmente dietro l'alibi delle legge sulla privacy e per un giornalista trovare le tracce del passaggio terreno di un essere umano soffocato dall'eccessiva pressione delle braccia di un infermiere o di un emorragia può diventare molto complicato.

A meno che non possa contare sull'aiuto di un avvocato che abbia esperienza in materia di cause o processi riguardanti le patologie psichiche o decessi sospetti all'interno di una struttura psichiatrica. Una cosa è certa: dal 1952 ad oggi, i metodi terapeutici riservati al disagio mentale sono rimasti gli stessi e almeno metà degli psichiatri in forza agli ospedali ha tratto profitti dai legami con le industrie che producono strumenti di contenimento coatto e con le case farmaceutiche che fabbricano sostanze spesso più nocive che benefiche per i malati di mente. Quanto al mondo politico, continua a fare più o meno lo stesso, anteponendo i propri interessi e quelli delle corporazioni che sfruttano il disagio psichico alla lotta delle famiglie che chiedono condizioni migliori nelle strutture.

Nel lontanissimo 1861, il direttore del Bryce Mental Hospital, in Alabama, abolì l'uso degli strumenti coercitivi sui malati, imponendo al personale di trattare i degenti con cortesia, gentilezza e rispetto. Con l'avvento dell'era Wallace, negli anni ’70, il Bryce, a detta dei giornalisti del Montgomery Adviser divenne un campo di concentramento e tale rimane ancora oggi. L'unica differenza è che, essendo autorizzati dalla legge, i metodi “duri” non sono considerati abusi. Gli anni ’90, che avrebbero dovuto portare alla nascita di nuove leggi, sono stati solo il punto di partenza per la nascita di nuovi ghetti.

E solo qualche giorno fa i giornalisti scientifici dell'Atlanta Journal hanno denunciato 167 morti sospette su 363 avvenute nelle strutture psichiatriche dello Stato. Secondo BJ Walker, assessore alla Sanità di Atlanta, si tratterebbe di un esagerazione, ma è innegabile che la somministrazione di farmaci come il Risperdal e di sostanze come la torazina sia risultata fatale per più di un paziente. In altri casi, sarebbero bastate le braccia di un infermiere a causare un dramma irreversibile.

Forse i contribuenti non se ne rendono conto, ma sono loro a finanziare senza volerlo un sistema fatto di inettitudine, avidità e mancanza di scrupoli da parte dei medici nei confronti delle creature più fragili. Ci piacerebbe ricordare tutti coloro che ne sono stati vittime ma l'elenco sarebbe veramente troppo lungo. È tuttavia doveroso citare almeno i nomi dei giovanissimi affetti da disagio psichico morti all'interno delle strutture psichiatriche degli Stati Uniti, ad iniziare da Rochelle Claybourne, 16 anni, che morì dopo essere stata sottoposta ad un endovena di torazina e legata con delle strisce di Velcro che le attraversavano il torace, tanto strette da toglierle la possibilità di respirare. Quando l'hanno trovata, aveva il viso rivolto verso il pavimento. La bocca era aperta, come se avesse cercato disperatamente di inalare aria. Agli angoli, un filo di sangue.

Dopo Rochelle Clayborne, la lista di bambini e ragazzi morti dopo essere stati soggiogati con la forza si è allungata a dismisura. Mikie Garcia aveva solo 12 anni quando gli infermieri di una clinica psichiatrica di Ingram, in Texas, gli avevano bloccato polsi e caviglie prima di spingerlo a terra, dove Mikie aveva smesso di respirare. E in Tennessee, dove una ragazza di 14 anni, Linda Harris, si era incontrata con il padre Purcell poche ore prima di essere picchiata a morte dagli infermieri del Chad Youth Adjustment Center la notte fra il 18 ed il 19 settembre 2005. Due anni dopo, l'inchiesta non è ancora finita.

Giovanni Alteriz, 16 anni, morì il 4 febbraio 2006 al ViaQuest Behavioural Health, un istituto di rieducazione comportamentale che accoglie soprattutto ragazzi autistici in Pennsylvania, lo stesso dove nel dicembre del 2005 era morto il diciassettenne James White. Poco tempo fa, il Lancaster New Era ha pubblicato un'offerta di lavoro per conto del ViaQuest diretta ad un giovane diplomato “in grado di relazionarsi a malati mentali minorenni di sesso maschile con un passato di abusi sessuali e affetti da disagio psichico e ad intervenire in caso di crisi”. Inutile sottolineare che “intervenire” significa disciplinare i pazienti con la coercizione fisica, ma sarebbe interessante sapere perché mai al ViaQuest per esercitare la brutalità sia necessario essere diplomati.

Di Orlena Parker non sappiamo molto, a parte che aveva capelli neri lunghissimi, soffriva di depressione ed era ricoverata da mesi presso il Cleo Wallace Center, in Colorado. Orlena aveva solo 15 anni ma per gli infermieri del centro era troppo aggressiva, tanto che una domenica si sono messi in sette a legarla fino a quando non si è più mossa. Sul rapporto stilato dalla polizia si legge che gli infermieri erano “sei e non sette”, come se questo rendesse meno tragica la fine di una quindicenne, per altro archiviata il primo agosto scorso come “incidente”.

La morte di un adolescente è un evento tragico da qualunque lato la si osservi, ma quando è causata dalla negligenza degli adulti diventa qualcosa di insopportabile. Basterebbe varare nuove leggi e spazzare via le pratiche fraudolente a danno dei malati per evitare nuove tragedie, ma il business del disagio psichico è talmente grande che nessuno è interessato a farlo.


Bianca Cerri - altrenotizie
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categorie: notizie varie
domenica, 21 ottobre 2007

Occhio ai test genetici fai-da-te

Un team di ricercatori statunitensi mette in discussione i kit per ricercare informazioni sulle proprie origini: “Le risposte non sono affidabili”

 19 ottobre 2007 - Costano fra i 100 e i 900 dollari e negli ultimi sei anni ne sono stati venduti 460mila. Eppure i test genetici fai-da-te per conoscere le proprie origini e sapere di più circa i propri antenati non sono sempre affidabili. Anzi.

A lanciare l'accusa sulle pagine di Science è Deborah Bolnick, docente di antropologia dell'Università del Texas di Austin. Insieme ad altri 13 colleghi, la ricercatrice ha elencato tutti i principali difetti dei test. Primo fra tutti quello di un tracciamento (molto) parziale sia degli antenati che del Dna della persona che sta provando il kit. E' improbabile poi che il test identifichi tutte le zone del mondo in cui si possano trovare i propri parenti. Non solo: i test riportano spesso falsi negativi (o positivi) e i loro limitati archivi tirano fuori risultati soggetti a interpretazioni sbagliate. Infine, i test non possono determinare con certezza dove abbiano vissuto gli antenati. Soprattutto, non esiste una connessione chiara e definita fra il Dna e l'identità etnica.

Bolnick, comunque non critica la diffusione di tali test né il business che c'è dietro, ma le aziende che li commercializzano senza essere chiari sui loro limiti. “Poiché è importante per i consumatori comprendere cosa i test possano o non possano fare, stiamo incoraggiando le associazioni di genetisti e antropologi a sviluppare linee guida riguardanti questi kit”, ha dichiarato Bolnick. I test genetici fai-da-te per conoscere le proprie origini sono diffusi soprattutto negli Stati Uniti dove la variegata composizione della popolazione ha generato, in alcuni, curiosità sulla propria storia familiare. Molti, per esempio, vogliono sapere se nel loro albero genealogico ci siano dei nativi del Nuovo Mondo, e molti afroamericani cercano contatti fra i loro antenati e la tratta degli schiavi.

(f.f.)

www.galileonet.it

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categorie: genetica e vivisezione

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