Che sia durante una gita in campagna o nel cuore di una notte d'estate, a volte non si può proprio farne a meno: ecco che una zanzara riesce ad eludere le barriere che abbiamo posto davanti al suo volo - vasi di geranio sul balcone, candele alla citronella, zanzariere, fornelletti, piastrine, spirali, spray e creme da applicare sulla pelle - e ci punge.
Ecco piccoli consigli per ottenere un po' di sollievo quando ormai il danno è fatto, senza ricorrere ai prodotti che possiamo acquistare in farmacia.
Innanzi tutto, è bene avere sempre a portata di mano una boccettina di olio essenziale di lavanda, che ha molteplici virtù: oltre ad essere un ottimo antibatterico ed un disinfettante, allevia con efficacia la sensazione di prurito data dalle punture di insetto.
Possiamo applicarne una goccia direttamente sulla puntura, oppure versarne un paio di gocce su un batuffolo di cotone idrofilo e strofinarlo sulla parte interessata. Il sollievo è quasi immediato.
Possiamo fare la stessa cosa con l'olio essenziale di timo, anch'esso disinfettante. Ricordiamo anche che questi due oli, abbinati, costituiscono un ottimo disinfettante per pavimenti, utile contro gli insetti. Basta una goccia di entrambi nell'acqua per pulire.
Se proprio non disponiamo degli oli essenziali, possiamo sfruttare qualche foglia di timo fresco (che spesso facciamo crescere sui nostri davanzali come erba aromatica): strofinata sulla puntura di zanzara allevia il prurito.
Nasce il sito InfoLatte.it, per conoscere davvero il latte e i latticini e i loro effetti negativi su salute, animali, ambiente.

"A ogni specie il suo latte!" è lo slogan del nuovo sito InfoLatte.it, un progetto di AgireOra Network, in collaborazione con Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e col NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione.
Bere latte di altre specie animali è un'abitudine diffusa in Europa, ma è anche un'abitudine che paghiamo cara, in termine di salute e di impatto sull'ambiente, e che pagano cara anche gli animali coinvolti, che vengono sfruttati e infine uccisi (che siano mucche, bufale, vitelli o bufalini).
Nell'introduzione del sito si spiega che il latte è sì l'alimento ideale, ma solo fino allo svezzamento, non oltre, e solo il latte umano, non quello di altri mammiferi! Bere latte da adulti, e di un'altra specie? Insensato, nessun animale, in natura, lo fa!
Vari articoli pubblicati sul sito InfoLatte, a carattere scientifico-divulgativo, spiegano questo concetto, facendo il confronto tra il latte umano e il latte di altre specie, mentre altre sezioni parlano degli altri aspetti, altrettanto importanti:
Il latte è dannoso per la salute
Dicono che il latte "fa bene alle ossa". Ma è vero il contrario. Per smaltire le proteine animali - abbondanti nel latte - l'organismo sottrae calcio all'osso, causando l'osteoporosi. Come un usuraio, il latte presta un po' di calcio, ma, alla fine, ne consuma più di quello che dà. Le proteine del latte, sommate a quelle provenienti da carne e pesce, costringono l'organismo a sottrarre calcio all'osso per poter provvedere al loro smaltimento. Infatti, la salute dell'osso dipende molto più da quei fattori che impediscono le perdite di calcio dall'organismo che dalla semplice quantità di calcio assunta.
Uccide mucche e vitelli
E' impossibile produrre latte senza uccidere animali: prima i vitelli e poi le mucche stesse dopo 5-6 anni di sfruttamento. Per far produrre latte alla mucca occorre infatti farle partorire un vitellino. La mucca non è una macchina che produce latte senza scopo, ma è un mammifero, e come tutti i mammiferi, esseri umani compresi, produce latte solo quando mette al mondo un figlio, per nutrirlo. E poi non continua certo a produrlo per sempre: dopo un anno, non ha più latte, e per continuare a produrlo deve partorire di nuovo! Il vitellino partorito viene strappato alla madre dopo 1-2 giorni, allevato in allevamento intensivo per 6 mesi, e poi portato al macello. Le mucche stesse, dopo 5-6 anni, vengono portate al macello, ridotte ormai in condizioni così estreme dallo sfruttamento, da non potersi più reggere in piedi da sole.
Devasta l'ambiente
L'allevamento di animali è causa di un devastante impatto sull'ambiente; che sia per la produzione di "carne" o di uova o di latte, non fa differenza. Sono ormai sempre di più gli studiosi che denunciano con articoli ben circostanziati - sia su riviste tecnico-scientifiche che divulgative - che uno dei modi più potenti di proteggere l'ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (latte, uova), la cui produzione e' estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, deiezioni ad alto potere inquinante).
L'invito è dunque a fare una scelta ragionata e di mettere da parte i vecchi luoghi comuni: il calcio non si ricava dal latte, ma dai vegetali, basta cambiare abitudini nella preparazione dei pasti quotidiani. La sezione del sito "Le fonti vegetali", spiega appunto come il calcio si possa ricavare in maniera più affidabile e sicura da fonti vegetali che non danneggiano la nostra salute, l'ambiente gli animali.
Chi vuole davvero informarsi ed andare al di là dei luoghi comuni, ha ora a disposizione un utile punto di raccolta di informazioni aggiornate: il sito www.InfoLatte.it

Supplementi di vitamina D riducono mortalità totale
27 maggio 2008 - Secondo una meta-analisi supplementi di vitamina D potrebbero essere associati ad una riduzione della mortalità totale.
In questa meta-analisi di RCT sono stati selezionati 18 studi per un totale di oltre 57.000 pazienti. Lo scopo era di valutare se la somministrazione di supplementi di vitamina D (ergocalciferolo o vitamina D2 e colecalciferolo o vitamina D3) siano in grado di influenzare lo stato di salute. Durante un follow-up medio di 5,7 anni si registrarono 4.777 decessi, mentre le dosi di vitamina D somministrate erano comprese tra 300 e 2.000 UI. In molti degli studi la dose di vitamina D era compresa tra 400 e 833 UI, simile quindi alle dosi comunemente usate nella pratica clinica.
Il rischio di mortalità totale risultò ridotto dalla assunzione di vitamina D (RR 0,93; IC95% 0,87-0,99) e non si ritrovò eterogeneità tra i trials. L'aggiunta di supplementi di calcio non portava a variazioni nei risultati ritrovati.
Gli autori concludono che l'assunzione di dosi ordinarie di vitamina D sembra associata ad una riduzione della mortalità totale, tuttavia rimangono da studiare diversi aspetti, soprattutto la relazione tra mortalità, stato basale di vitamina D e dosi di vitamina D da somministrare. Per confermare questi risultati si dovrebbero organizzare trials clinici contro placebo con mortalità totale come end-point primario.
www.pillole.org
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DIFFERENZE FRA I SESSI – Sono stati gli scienziati del Leiden University Medical Center a decifrare il Dna della genetista. La comunità scientifica non si è ancora espressa sulla portata del risultato, ma con un po’ di fantasia (forse troppa) i non addetti al mestiere pensano già di poter indagare, con qualche elemento in più, tutte le infinite sfumature che differenziano il sesso debole dal sesso forte.
LE PRIME SEQUENZE - La prima sequenza completa del genoma umano risale al 2001. Da allora sono state completate le sequenze del Dna di altri tre individui, tutti di sesso maschile. Il più celebre tra questi è stato Jim Watson, scopritore insieme a Crick della struttura a doppia elica del dna. Inoltre gli scienziati hanno mappato il Dna di vari mammiferi, tra cui scimpanzè, cani, gatti e mucche, oltre che di numerose piante. Ma il gentil sesso mancava completamente all’appello. Forse capiremo finalmente perché, parafrasando un best seller, gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere e si incontrarono sulla Terra.
Emanuela Di Pasqua
27 maggio 2008
www.corriere.it
Il cuore:
La struttura del cuore
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Il cuore è formato da 4 camere:
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Le camere superiori e inferiori sono separate da valvole unidirezionali che impediscono il reflusso del sangue. Il cuore è diviso in due parti, una parte destra e una parte sinistra, ognuna delle quali esercita un'attività a sé stante:
Arterie coronarie
Come ogni muscolo attivo, il cuore ha bisogno di un apporto regolare di sostanze nutrienti e ossigeno per mantenersi in salute e funzionare regolarmente.

Le arterie coronarie sono i vasi che portano sangue ossigenato ai muscoli del cuore. Le arterie coronarie sono due, la destra e la sinistra, partono dall'aorta e scendono lungo la superficie esterna del cuore. L'arteria sinistra si divide nell'arteria circonflessa e nell'arteria coronaria discendente anteriore sinistra. In condizioni di salute, le arterie coronarie forniscono ossigeno sufficiente per le necessità del cuore. In caso di ostruzione o restringimento, l'apporto di ossigeno al cuore risulta ridotto. In questi casi, è necessario un trattamento per ristabilire il corretto flusso di sangue.
La coronaropatia influisce fortemente su salute, qualità della vita e longevità. Questa malattia riduce l'afflusso di sangue e di ossigeno al cuore. Fra gli altri effetti, la formazione irregolare di placca nelle arterie favorisce la coagulazione del sangue, che a sua volta riduce il flusso sanguigno. Un afflusso insufficiente di sangue al cuore può causare sintomi quali dolori al torace (angina), difficoltà di respirazione, nausea, intorpidimento delle braccia e delle spalle. Altra conseguenza importante è l'aritmia, cioè una irregolarità del battito cardiaco. L'angina e l'aritmia sono segnali d'allarme che ci avvertono quando il cuore non riceve abbastanza ossigeno. L'afflusso insufficiente di ossigeno al cuore è definito ischemia cardiaca.
L'ischemia cardiaca può portare col tempo a una crisi grave, cioè all'infarto miocardico, che in alcuni casi si rivela fatale.
L'infarto miocardico
L'infarto miocardico si verifica quando una o più arterie coronarie che portano il sangue al cuore risultano gravemente o completamente ostruite. In molti casi la causa dell'ostruzione è un coagulo di sangue formatosi nelle placche delle arterie, che impedisce il corretto afflusso di sangue e di ossigeno al cuore. In queste condizioni si verifica la morte progressiva del muscolo cardiaco.

Più tempo trascorre in condizioni di scarsità di ossigeno, più gravi sono i danni subiti dal cuore. L'insufficiente apporto di ossigeno può degenerare in infarto in caso di ostruzione totale, oppure risultare in un deterioramento lento e progressivo, che porta al cedimento del cuore a distanza di mesi o di anni.
L'infarto è preannunciato da diversi sintomi, alcuni dei quali sono elencati di seguito:
L'infarto può inoltre interferire con il corretto funzionamento elettrico del cuore, portando il ritmo cardiaco a una velocità eccessivamente alta e di conseguenza alla morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, se affrontato con un intervento tempestivo , l'infarto può essere trattato con successo attraverso la somministrazione di opportuni farmaci per la dissoluzione dei coaguli o attraverso procedure di dilatazione delle coronarie.
L'arresto cardiaco improvviso
L'arresto cardiaco improvviso si verifica quando le camere inferiori (i ventricoli) assumono improvvisamente un ritmo rapido e irregolare (fibrillazione ventricolare). Di conseguenza si passa dalla regolare contrazione ad un'attività irregolare dei ventricoli che impedisce al cuore di pompare il sangue in modo efficace, interrompendo l'afflusso di ossigeno al corpo e al cervello.
Nel giro di pochi secondi, si perde conoscenza e le pulsazioni si arrestano. In questi casi, il decesso può essere evitato solo con un intervento di emergenza, cioè con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione esterna.
Ulteriori conseguenze
Nei soggetti affetti da coronaropatia, possono essere presenti più stenosi, le quali possono anche essere causate da fattori diversi. La presenza di più stenosi in un'arteria o in entrambe le arterie coronarie riduce ulteriormente l'afflusso di ossigeno al muscolo cardiaco. Si possono verificare accumuli di placca anche nelle arterie collegate ad altri organi vitali; in questo caso si parla di vasculopatia periferica.
L'ostruzione delle arterie può essere dovuta a diverse cause. L'accumulo di placca sulla superficie interna delle arterie può indurre la formazione di coaguli di sangue. Il coagulo è generato dall'aggregazione delle cellule ematiche vicino o all'interno delle fessure della placca. La formazione di coaguli contribuisce a restringere e ostruire le arterie, riducendo l'afflusso di ossigeno al cuore e aumentando il rischio di infarto o altre forme di insufficienza cardiaca.
L'insufficienza cardiaca
L'espressione "insufficienza cardiaca" si riferisce a una complessa categoria di sintomi e segnali derivanti dall'incapacità del cuore di rispondere alle esigenze del corpo. L'insufficienza cardiaca è dovuta a diverse cause; negli adulti, è riconducibile il più delle volte alla coronaropatia, a un'alta pressione arteriosa non curata e a valvole cardiache danneggiate. In mancanza di un adeguato pompaggio del sangue da parte del cuore, si verifica un accumulo di liquidi nei polmoni e in altre parti del corpo, per esempio nelle gambe.
L'insufficienza non è sempre manifesta. In certi casi, nelle primissime fasi della malattia non si registra alcun sintomo. In altri casi dove sono presenti sintomi quali stanchezza e fiato corto, questi vengono interpretati come semplici segni dell'invecchiamento.
Di seguito sono elencati alcuni dei sintomi che presentano i soggetti colpiti da insufficienza cardiaca, a causa dell'incapacità del cuore di pompare sangue e fornire ossigeno a organi vitali quali reni e cervello:
Le potenziali conseguenze della coronaropatia che possono minacciare la qualità della vita e la longevità sono l'angina, l'infarto, l'arresto cardiaco improvviso e l'insufficienza cardiaca.
ROMA—Umberto Veronesi, diventato paladino del nucleare, non piace al Nobel Carlo Rubbia che lo zittisce pubblicamente: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Un botta a risposta a distanza. Lo scontro fra l’oncologo, neo senatore Pd, e il premio Nobel per la Fisica si è consumato fra un convegno e l’altro, dopo l’annuncio del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, di voler procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari entro cinque anni. Veronesi aveva esultato, dichiarando quello che ormai ripete da tempo: «Il nucleare è una scelta inevitabile e sicura, per tutto il mondo e per l’Italia in particolare».
Ma Rubbia, da anni impegnato a progettare una nuova generazione di centrali solari a concentrazione, non ha gradito: «Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo». Veronesi non replica. Preferisce non alimentare una polemica fra big della ricerca scientifica. Lui, per l’esattezza, il nucleare ha tentato di rilanciarlo già un anno prima di Scajola. L’anno scorso, il 29 maggio, presentando con Marco Tronchetti Provera la «Conferenza mondiale sul futuro della scienza» di Venezia (dedicata all’energia), ha lanciato l’idea della costruzione in Italia di dieci centrali Epr (come quelle in costruzione in Francia e Finlandia) entro dieci anni. Rubbia invece pensa che questo nucleare, parente stretto della bomba atomica, sia da sostituire con uno più efficiente e sicuro, per esempio la fissione col torio. Nel frattempo? «Solare a go go».
Ma c’è, tra i competenti, chi scende in campo in difesa di Veronesi. L’ingegner Paolo Fornaciari, uno dei padri del «Progetto Unificato» Enel su cui si basava la filiera nucleare italiana degli Anni 80 sbotta: «Rubbia? Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto». E non perde l’occasione per presentare un suo progetto: «Ricostruire subito con 300 milioni di euro quelle parti di Caorso e Trino smantellate a caro prezzo da Bersani e fare ripartire queste due centrali entro appena dieci mesi!». Per il fisico Fabio Pistella, per anni direttore generale dell’Enea, oggi presidente del Centro informatico della pubblica amministrazione, Rubbia è troppo schematico: «Il nucleare è una terra di confine. E il cittadino si aspetta un contributo sia da Rubbia sia da Veronesi. Il primo è competente sui fenomeni della fissione, il secondo sulle conseguenze. Per valutare i pericoli della diffusione dei radionuclidi nell’ambiente, devo ascoltare Veronesi».
Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spezza mezza lancia a favore del premio Nobel: «Sono d’accordo con Rubbia quando dice che devono pronunciarsi gli esperti; ma a rigore di termini nemmeno lui è un ingegnere nucleare. Per conto mio sono favorevole al ritorno delle centrali che però arriveranno fra dieci anni». Infine, il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Roberto Petronzio: «Polemica sterile. Per formarsi un’opinione corretta, valutare opportunità e rischi, è utile ascoltare tutti gli esperti con formazione scientifica». Rubbia vale Veronesi.
Franco Foresta Martin
26 maggio 2008
Non ti hanno detto che l'espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua solo e sempre da persona in coma, con respirazione aiutata, e non da cadavere freddo e rigido come tutti intendiamo.
La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc...
Le donne gravide portano avanti la gravidanza.
Non è vero che prima si interrompa la ventilazione e che poi, a cuore e respiro fermi, si inizi il prelievo, ma è proprio l'opposto.
È in vigore la Legge n. 91 del 1° aprile ’99, detta del silenzio-assenso, promozione trapianti, organizzazione, finanziamenti, export-import. Essa va a sommarsi alla L. 578/93 e al DM 582/94 che impongono il concetto e la dichiarazione della falsa “morte cerebrale”. Questa legge prevede che il Ministro della Sanità emani un decreto con 10 direttive per l’attuazione della schedatura dei cittadini in donatori e non-donatori: come e quando le ASL dovranno inviare notifica documentata a ciascun cittadino affinché si presenti per la dichiarazione di volontà. Solo dopo tale notifica, quanti non avranno risposto all'ASL, verranno d'ufficio considerati donatori.
ATTENZIONE! Da più di 9 anni si attende tale decreto (art. 5): il Ministro inadempiente invece ha emesso un decreto temporaneo - Decr. 8 Aprile 2000 - contrario alla legge nello spirito e nella lettera, aprendo le porte a raccolte illegali e abusive presso vari enti (Asl, ospedali, ambulatori, associazioni pro-trapianto e alcuni Comuni), poi travasate nella totale assenza di garanzie nel database illegale del Centro Nazionale Trapianti. Questo è pericolosissimo per i non-donatori: abbiamo diffidato tutte le ASL, il Ministro della Salute e presentato ricorso al TAR.
È illegale che i medici chiedano ai parenti la firma di donazione, illegale e immorale “donare” un altro.
È illegale e criminale espiantare un non-donatore fingendo di praticare una autopsia a cuore battente: questi medici vanno denunciati.
Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento delle capacità di comunicazione verbale.
“Una dichiarazione affrettata di cosiddetta ‘morte cerebrale’ senza che sia stata tentata tale terapia potrebbe ben costituire omicidio o, come minimo, premeditata omissione di soccorso e malpractice” (Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic Of The Proponents. JPN Heart J, Sept 1997 - Hayashi N, MD, Brain Hypothermia Therapy, JPN Med J, July 6, 1996).
Prof. Lodovico Bergamini, docente di neurologia all'Università di Torino scrive: “Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico” (Manuale di neurologia clinica).
TORINO 25 maggio 2008 - Disastro colposo per la messa in commercio di decine di medicinali non perfetti: è questo il secondo filone dell'inchiesta della procura di Torino sull'attività dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni scorsi ha portato a otto ordini di custodia cautelare per corruzione. Per ora, tuttavia, gli accertamenti del ministero della salute non hanno evidenziato "pericoli per la salute dei cittadini". Tra le figure al vaglio dei magistrati spicca il direttore generale dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare nel registro degli indagati.Questo è uno dei motivi per il titolo del mio nuovo libro: Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci e le persone sì. La risposta a questa domanda riguarda letteralmente ogni essere umano della vostra città. Vi sollecito a contribuire alla diffusione di queste informazioni, in grado di salvare molte vite.
Il motivo per cui gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci viene schematizzato nella figura che segue: la malattia cardiovascolare è una forma precoce di scorbuto. La colonna di sinistra dimostra come le pareti delle arterie degli animali siano rese stabili da una produzione ottimale di molecole di elastina e collagene. Maggiore è la presenza di vitamina C, più stabili e resistenti sono le pareti delle arterie. La colonna di destra dimostra l'eccesso opposto: la malattia dei marinai, lo scorbuto. Durante i lunghi viaggi in mare i marinai dei secoli scorsi morivano in pochi mesi per forti emorragie interne ed esterne. Il loro organismo non produceva vitamina C e la loro dieta non conteneva quasi nessuna vitamina.
La causa delle malattie cardiovascolari si trova esattamente nel mezzo. Tutti noi assumiamo una piccola quantità di vitamine attraverso la nostra alimentazione, pertanto lo scorbuto è raro. Tuttavia, l'apporto di vitamine dalla nostra dieta non è sufficiente a stabilizzare le pareti delle arterie, come nel caso della vitamina C prodotta dagli animali. Nel corso dei decenni, sulla superficie interna delle pareti delle arterie si sviluppano milioni di piccole crepe e lesioni. Quando la superficie delle pareti delle arterie diventa fragile, il colesterolo e altri fattori riparatori, in particolare la viscosa lipoproteina-a, penetrano nelle pareti delle arterie.
Il deposito di colesterolo all'interno delle pareti delle arterie, pertanto, non è la causa della malattia cardiovascolare, ma una reazione al problema che ne è alla base: la mancanza di vitamine della parete arteriosa. Una riserva vitaminica insufficiente protratta per anni e la riparazione della parete arteriosa finiscono per provocare il temibile deposito aterosclerotico. Se questi depositi si formano all'interno delle arterie coronariche, provocano l'infarto. Se i depositi si sviluppano nelle arterie del cervello, provocano l'ictus.
Albert Einstein affermava: "Le scoperte veramente importanti sono in genere talmente semplici che possono essere capite da chiunque".
La relazione fra scorbuto, carenza di vitamina C e malattia cardiovascolare non fa eccezione. Siamo in grado di dimostrare ai nostri pazienti che non solo è possibile impedire l'ulteriore sviluppo dei depositi aterosclerotici, ma abbiamo anche dimostrato che è possibile far regredire la malattia cardiovascolare senza l'intervento chirurgico di bypass e di angioplastica. Per questa terapia, svolgono un ruolo fondamentale gli aminoacidi lisina e prolina, che formano uno strato di teflon sulle pareti delle arterie e dissolvono le particelle adipose che sono già attaccate al loro interno. I depositi esistenti vengono così eliminati in modo naturale.
Dr. Matthias Rath
intervista con il Dr. Matthias Rath
Molti dei suoi saggi sono stati pubblicati su riviste scientifiche. Qual è stato il centro focale della sua ricerca?
La scoperta della natura delle cardiopatie, che causano gli infarti e gli ictus, è stato solo l'inizio.
Una volta compreso che le vitamine, i minerali, alcuni aminoacidi e gli elementi traccia sono necessari come "carburante" biologico per milioni di cellule del nostro corpo è diventato evidente che, se attraverso l'applicazione di queste scoperte potevano essere prevenute le malattie alle arterie coronariche e gli infarti, la stessa cosa poteva succedere anche con molte altre malattie di oggi. Negli ultimi anni, il mio istituto di ricerca, in collaborazione con scienziati e dottori di tutto il mondo, ha verificato al di là di ogni dubbio che le seguenti malattie sono causate principalmente da carenze protratte di questi micronutrienti (vitamine, minerali, ecc.). Con l'assunzione di una quantità ottimale di questi micronutrienti attraverso l'alimentazione o sotto la forma di integratori si possono ampiamente prevenire le seguenti condizioni: alta pressione sanguigna (causata dalla mancanza a lungo termine di micronutrienti in milioni di cellule delle pareti dei vasi sanguigni), insufficienza cardiaca (carenza di micronutrienti in milioni di cellule del cuore), battito cardiaco irregolare, problemi circolatori di natura diabetica e altro.
Un'altra importante scoperta riguarda il modo naturale di impedire alle cellule tumorali di diffondersi nel corpo. Alcuni anni fa avevo pubblicato l'informativa che tutte le cellule tumorali, a prescindere dal tipo di cancro e dall'organo in cui esso ha inizio, si diffondono nello stesso modo.
Usano delle cosiddette "forbici biologiche" (enzimi) che sono in grado di tagliare le molecole di tessuto (collagene) del nostro corpo. Quanto più il tipo di cancro è aggressivo, tanto più produce enzimi che distruggono il collagene.
Questa eccessiva produzione di enzimi che può distruggere i tessuti può essere rallentata o interamente bloccata in modo naturale, usando gli aminoacidi lisina e prolina, in combinazione con vitamina C e altri micronutrienti. Recentemente il nostro istituto di ricerca ha scoperto che tutti i tipi di cellule cancerose studiate possono essere arrestati attraverso la sinergia di questi nutrienti in grado di bloccare l'azione degli enzimi. In Europa e in America ci sono già decine di migliaia di malati di cancro che si servono di questo modo naturale di prevenire e curare la malattia. Centinaia di essi sono già guariti. Questo è ancora più importante se consideriamo che finora la medicina convenzionale ha considerato il cancro una sentenza di morte. Noi abbiamo attentamente seguito molti malati di cancro osservando ai raggi x i loro polmoni o le ossa prima e dopo questa terapia naturale. Potete consultare la documentazione di questi successi sul sito web della nostra Fondazione: www.dr-rath-health-foundation.org.
Perciò mi trovo nella posizione privilegiata di aver contribuito al controllo di alcune delle più diffuse malattie moderne. La sola domanda che rimane è: perché queste informazioni non sono state diffuse immediatamente in tutto il mondo? Per rispondere a queste domande dobbiamo parlare ancora del business degli investimenti farmaceutici, che combatte attivamente qualsiasi conquista che permetta il debellamento del mercato mondiale della malattia.
Lei è il fondatore di un nuovo concetto di medicina: la "medicina cellulare". Può spiegare cos'è la medicina cellulare e quali sono i vantaggi della sua implementazione?
Oggi la medicina è divisa in discipline diverse in base agli organi del corpo. La cardiologia si occupa del cuore, la gastroenterologia dell'intestino, l'ortopedia delle ossa. Questo approccio mirato agli organi non tiene conto del fatto che la salute e la malattia non sono determinate a livello di organi, ma a livello dei milioni di cellule che costituiscono gli organi e il corpo umano.
La causa più importante del malfunzionamento delle cellule e infine della malattia è la mancanza di bioenergia a livello cellulare. Le più importanti molecole bioenergetiche necessarie per il funzionamento ottimale delle cellule sono quelle biocatalizzatrici, piccole molecole che accelerano le reazioni chimiche di queste cellule. Le più importanti fra queste molecole naturali sono le vitamine, i minerali, gli elementi traccia e taluni aminoacidi. La medicina cellulare è una
nuova branca della medicina che applica questo sapere alla prevenzione e alla cura delle più comuni malattie di oggi. Nel nostro istituto di ricerca di medicina cellulare continuiamo a investigare sulle specifiche necessità di questi micronutrienti per prevenire e correggere malattie specifiche, come le cardiopatie, il tumore e le malattie infettive.
Appare chiaro che la medicina del ventunesimo secolo sfrutterà il sapere su scala globale, permettendo all'umanità di liberarsi dalle più diffuse malattie di oggi, tra cui le cardiopatie e il cancro. Non c'è tempo da perdere: chiunque comprende questo principio anche senza una laurea in medicina. Ogni professionista del settore sanitario, ogni politico responsabile della salute del suo popolo dovrebbe approfondire immediatamente la conoscenza di questi fatti e sviluppare programmi sanitari nazionali a partire da questa consapevolezza.
Perché ritiene che la cura e il controllo naturale siano migliori e più efficaci del tradizionale trattamento farmaceutico?
L'industria farmaceutica è un'industria per investimenti. Per sua natura non può e non vuole produrre medicine che possano prevenire debellare le malattie, perché ciò eliminerebbe le malattie in quanto mercato per l'uso continuato di queste medicine. Questo fatto è difficile da comprendere e ancora più duro da accettare. Ma è la verità e tutti dovrebbero saperlo. Di conseguenza, l'80% dei prodotti farmaceutici attualmente sul mercato non è di provata efficacia, ma si limita a nascondere i sintomi. Come diretta conseguenza di ciò, le più diffuse malattie di oggi come le cardiopatie, il cancro, l'AIDS e molte altre non vengono contenute, ma piuttosto continuano a diffondersi benché siano disponibili alternative efficaci, non brevettabili. Gli studenti di biologia e biochimica di tutto il mondo studiano il ruolo dei micronutrienti per il funzionamento ottimale delle cellule. Purtroppo, l'industria farmaceutica ha un tale controllo sulla formazione medica di tutto il mondo che fino ad ora questi risultati scientifici non sono stati applicati alla risoluzione di problemi clinici. Le precondizioni affinché il mondo possa godere dei vantaggi delle cure naturali sono l'accettazione dei nuovi risultati e la rimozione delle barriere
artificiali nel campo medico, economicamente motivate dal business degli investimenti farmaceutici nella malattia.
Il due volte premio Nobel Dr. Linus Pauling ha definito i suoi risultati significativi. Perché?
Linus Pauling è stato l'unico scienziato ad aver ricevuto due premi Nobel non in condivisione. Il primo premio Nobel gli fu conferito per la Chimica e il secondo per la Pace, per il suo impegno nella realizzazione del primo accordo sul disarmo, il bando parziale dei test nucleare nel 1963.
Linus Pauling è stato un gigante della scienza nel ventesimo secolo. Ha risolto la struttura molecolare di innumerevoli molecole organiche e inorganiche. È stato il primo a scoprire le proprietà strutturali delle proteine (alfa-elica) e la prima malattia genetica (anemia falciforme).
Ho conosciuto Linus Pauling più di vent'anni fa, quando ero portavoce degli studenti di medicina in Germania e nel consiglio dell'associazione studenti di medicina dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma la nostra frequentazione a quel tempo non era basata principalmente sulla scienza, quanto piuttosto sul nostro comune interesse a lavorare per la pace e il disarmo nucleare.
Anni dopo, la mia ricerca nel campo della salute cardiovascolare mi portò a riconoscere l'importanza del ruolo delle vitamine e discussi con lui di queste scoperte. Pauling riconobbe immediatamente l'importanza di questa scoperta e mi invitò a diventare il primo direttore della ricerca cardiovascolare nel suo istituto in California.
Linus Pauling ed io eravamo più che colleghi. Avevamo in comune una visione del mondo più sano e più pacifico. Pertanto, non è sorprendente che poco prima della sua morte, Pauling abbia affermato che senza dubbio mi considerava come il suo successore.
Qual è stato l'impatto dei suoi libri sull'industria farmaceutica?
Nel mio libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacco cardiaco e gli uomini sì" ho elencato per la prima volta le "leggi dell'industria farmaceutica". Queste leggi connotano il business farmaceutico con la malattia come un'industria finalizzata agli investimenti e non alla salute. Queste leggi svelano il principio di brevettabilità come un principio che fa deviare le direzioni della ricerca verso il guadagno e non a dare una risposta ai bisogni sanitari dei popoli del mondo. Questo libro accusava apertamente l'industria farmaceutica per la morte prematura di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo negli scorsi decenni e per la rovina finanziaria di intere economie. Lo smascheramento della più grande industria per investimenti del mondo come un progetto fraudolento multimiliardario è stato un atto coraggioso. Quando, per la prima volta della storia, ho detto apertamente queste cose ad una platea di 3500 persone in Germania, nel mio discorso del 21 giugno 1997, l'effetto si è fatto sentire in tutto il mondo.
La sola ragione per cui l'industria farmaceutica non si è vendicata contro di me è perché ho collegato questo "business della malattia" senza scrupoli con il più grande crimine contro l'umanità commesso nel XX secolo: il genocidio durante la seconda guerra mondiale. È storicamente dimostrato che il più grande cartello petrolchimico e farmaceutico d'Europa finanziò l'ascesa di Hitler al potere 70 anni fa. La seconda guerra mondiale fu principalmente una guerra per la conquista delle risorse naturali nell'Europa dell'est e in Asia.
Il Tribunale militare di Norimberga nel 1946/47 stabilì che la seconda guerra mondiale non sarebbe stata possibile senza questo cartello petrolchimico chiamato I.G. Farben. In conseguenza della sentenza emessa dal tribunale, la I.G. Farben fu divisa in Bayer, BASF e Hoechst e alcuni dei suoi dirigenti furono condannati per aver iniziato una guerra contraria al diritto internazionale, genocidio, sfruttamento e saccheggio di proprietà pubblica e privata in paesi stranieri e altri crimini contro l'umanità. La storia degli antefatti aziendali dietro la seconda guerra mondiale è documentata da un libro di Joseph Borkin "The Crime and Punishment of IG Farben" (Delitto e castigo della I.G. Farben), che è presente sul sito della nostra Fondazione.
Così, fin dall'inizio della mia strategia di smascheramento, l'industria farmaceutica si è messa sulla difensiva, e non è un caso che non abbiano mai cercato di vendicarsi o di querelarmi per diffamazione. Nel frattempo, i miei sforzi decennali per smascherare l'industria farmaceutica come un'organizzazione fraudolenta da molti miliardi di dollari sono stati coronati da un grande articolo nella più grande rivista settimanale d'Europa, "Der Spiegel". L'articolo accusa apertamente l'industria farmaceutica di frode e inganno, di mettere a rischio la vita delle persone, danneggiare le economie dei paesi per miliardi di dollari e molte altre attività che io avevo denunciato negli anni precedenti. Sono passati 5 anni tra il mio primo discorso pubblico contro il business farmaceutico della malattia e la grande copertura dei media che ora conferma questi fatti. La cosa non sorprende, in quanto questo articolo conferma anche che l'industria farmaceutica è strettamente collegata con i più grandi decisori politici del mondo. Rivela anche che tuttora, se un governo vuole agire contro il business farmaceutico della malattia, le ambasciate americane intervengono direttamente a favore del governo USA!
Io sono lieto di essere un pioniere non solo nel campo della medicina naturale, ma anche nello smascherare il business farmaceutico della malattia. L'articolo in "Der Spiegel" del 31 marzo 2003 è il primo tassello del domino che farà crollare le mura dell'industria farmaceutica in un futuro non troppo lontano. Altri media seguiranno. E questa è una cosa positiva. È semplicemente assurdo che la salute di milioni di persone e le economie dei paesi del mondo siano sacrificati per un pugno di investitori che si rinnovano costantemente dando sostegno a politici senza scrupoli, comprese le attuali amministrazioni degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, allo scopo di mantenere artificialmente questa frode multimiliardaria sul nostro pianeta.
Brunico: volantinaggio contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sarà presente davanti alle scuole medie Dr. Josef Röd di Brunico per protestare contro gli abusi di sostanze psicofarmacologiche sui bambini.
Brunico. Giovedì 22 maggio 2008, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sarà presente davanti alle scuole medie Dr. Josef Röd di Brunico per protestare gli abusi di sostanze psicofarmacologiche sui bambini.
Il comitato ha saputo che presso le scuole medie Dr. Josef Röd, sarà tenuta una conferenza da parte del Dr. Markus Huber, Psichiatra e Neuropsichiatra infantile esperto nella diagnosi e nel trattamento “multimodale” dell'ADHD. Multimodale è solo un termine di facciata. Gli esperti ripetono che: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... Ma allora perché in una recente trasmissione in cui lo stesso Dr. Huber è stato intervistato, gli psicofarmaci sono stati definiti come la prima terapia per i bambini con disagi mentali? E perché in Trentino Alto Adige sono già 1900 i bambini che assumono psicofarmaci?
La Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), pur essendo una “malattia” ufficiale psichiatrica, viene diagnosticata solo sulla base di test a domandine di questo tenore scientifico:
Il Ritalin, il farmaco maggiormente prescritto per curare l’ADHD, è una droga che da una forte dipendenza e notevoli effetti collaterali ed era stato ritirato dal mercato nel 1982 perché ritenuto tossico. Perché è misteriosamente stato riammesso nel 2007 fra i farmaci prescrivibili, anche ai bambini?
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
CCDU ONLUS
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