...per infezioni ospedaliere
I decessi dovuti ad infezione da batterio Clostridium difficile sono aumentati nel 2007 del 28 per cento in Gran Bretagna. In tutto si parla di più di ottomila morti.
Più che di un allarmante aumento delle infezioni il ministero della sanità britannico spiega il dato con una migliore e più accurata segnalazione e identificazione dei decessi per infezione.
Secondo i dati riferiti dal bollettino statistico, il numero dei decessi dal 2005 ad oggi è più che raddoppiato passando da 3757 decessi a 8324 del 2007.
31 agosto 2008
www.salute.agi.it
ROMA - A guardarle, hanno l'aspetto di granelli di polvere bianca racchiusi in piccole ampolle, ma in un futuro niente affatto lontano potrebbero essere le prime banche di cellule prelevate dai tessuti di animali minacciati di estinzione. Potrebbero avere questo aspetto anche le future banche del cordone ombelicale.
Finora questo era impensabile: erano state liofilizzate solo cellule di organismi estremamente semplici come i lieviti o cellule enucleate quali i globuli rossi, ma nessuna cellula dotata di nucleo.
"Tuttavia dieci anni fa vennero liofilizzati anche degli spermatozoi di topo e allora abbiamo pensato di tentare con le cellule somatiche", dice il coordinatore della ricerca, Pasqualino Loi, che allora lavorava nell'Istituto zootecnico della Sardegna, dove aveva clonato il primo animale selvatico, il muflone Ombretta.
Il lavoro è stato poi completato nel Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'università di Teramo, dove Loi lavora attualmente. Tra i collaboratori Grazyna Ptak, dell'università di Teramo, e Amir Arav, dell'Organizzazione per la Ricerca Agricola di Bet Dagan, in Israele.
"Ci sono voluti dieci anni di lavoro, ma il risultato che abbiamo ottenuto è fondamentale perché permette di immagazzinare e conservare per anni cellule liofilizzate a temperatura ambiente e a basso costo", ha osservato Loi.
"Siamo riusciti - ha aggiunto - a liofilizzare linfociti e le cellule che circondano l'ovocita, cellule della granulosa", spiega Loi. Queste cellule somatiche sono state congelate e quindi è stata eliminata l'acqua per sublimazione. Il lavoro di liofilizzazione è stato condotto in Israele e le cellule disidratate e ridotte a una polvere bianca hanno viaggiato per posta tra i laboratori dei due Paesi.
Le prime cellule somatiche liofilizzate appartengono a una pecora. Dopo essere state conservate in questo stato per periodi variabili da tre a cinque anni a temperatura ambiente, sono state reidratate e trasferite in un ovocita di pecora in precedenza privato del suo nucleo. Nell'ovocita le cellule sono tornate ad essere vitali, tanto da cominciare a dividersi dando origine a embrioni normali. Dopo un periodo di conservazione a temperatura ambiente compreso fra tre e cinque anni le cellule sono state reidratate.
"Erano cellule morte a tutti gli effetti, ma una volta trasferite nell'ovocita sono state letteralmente 'resuscitate' e l'ambiente interno dell'ovulo ha cominciato a riprogrammarle". Da polvere che erano, le cellule hanno ripreso ad essere vitali e hanno dato origine a embrioni che si sono sviluppati in vitro per sette-otto giorni, senza impiantarli. "Non ci interessa ottenere individui, ma dimostrare la possibilità e l'efficacia di questa nuova tecnica".
Oggi non serve più, infatti, far sviluppare l'embrione fino a ottenere un individuo per verificare che è sano e vitale. Grazie a questo lavoro diventa molto più semplice ed economico creare banche di cellule al servizio della salute come dell'ambiente. Il fatto che non sia più necessario conservare le cellule a bassissime temperature elimina la necessità di utilizzare l'azoto liquido e la tecnologia necessaria a mantenere la temperatura costante. Ampolline da conservare a temperatura ambiente potranno garantire la conservazione della biodiversità, racchiudendo cellule delle migliaia di specie attualmente minacciate di estinzione. E sempre le piccole ampolle facili da immagazzinare potranno essere il nuovo volto delle banche delle cellule di cordone ombelicale.
Enrica Battifoglia2008-08-30
(ansa.it)
Per combattere l'impotenza, un fastidioso disturbo che colpisce sempre più spesso anche uomini in giovane età, può rivelarsi molto utile porre qualche piccola attenzione alla dieta.
Leggendo la lista seguente si potrebbe pensare ai soliti banali consigli sentiti mille volte, ma molti casi di impotenza (soprattutto in età avanzata, a dire il vero) sono legati ad una cattiva alimentazione causa di diabete ed alti valori di grassi nel sangue, cause scientificamente provata di disfunzione erettile.
1. Non abusare di alcool (e fumo !).
2. Preferire alimenti freschi, ricchi di ossidanti ed acqua (frutta e verdura, naturalmente), e ridurre al minimo il consumo di grassi animali (formaggi grassi, insaccati, burro). Tutto il vostro sistema circolatorio ne trarrà un enorme beneficio, che si rifletterà anche sulle vostre prestazioni sessuali; è risaputo infatti che l'erezione è dovuta all’afflusso di sangue all'interno dei corpi cavernosi del pene, quindi vene e capillari in perfetta forma ne faciliteranno il meccanismo fisiologico.
3. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ed in particolare di zuccheri semplici contenuti nei dolci, può provocare una risposta insulinica abnorme che ha come conseguenza un calo di testosterone.
4. Bere molta acqua aumenta la fluidità del sangue, che può fluire più facilmente all’interno dei corpi cavernosi.
27 agosto 2008 - Un quinto dei medicinali ayurvedici venduti su internet contiene livelli pericolosi di piombo, mercurio e arsenico. Secondo la tradizione medica orientale i rimedi ayurvedici, vecchi di 2mila anni, sono miscele di erbe preparate come impone la tradizione popolare indiana: stando a uno studio pubblicato sul “Journal of the American Medical Association”, quasi l'80 per cento della popolazione dell'India ne fa uso. Negli ultimi anni la popolarità di questi medicinali, anche grazie alla vendita via web, è cresciuta anche nei paesi occidentali, e poiché sono identificati come “non farmaci” non sono sottoposti a controlli. “Dal 1978 ci sono stati più di 80 casi in tutto il mondo di avvelenamento da piombo associati all'uso della medicina ayurvedica - spiega Robert Saper dell'Università di Boston, - è necessario quindi controllare e regolamentare questo commercio”. “I composti alle erbe con elevati livelli di piombo, mercurio e arsenico - sottolinea Saper - non dovrebbero essere venduti né su internet ne altrove”.
Lo studio ha individuato due tipi di medicinali ayurvedici: uno che utilizza solo erbe ed un altro, chiamato 'Rasa Shastra', in cui le erbe sono mescolate con metalli come mercurio, piombo, ferro, zinco, mica e anche perla.
Le indagini condotte da Saper hanno riscontrato che su 193 campioni di entrambi i tipi dei medicinali, sottoposti all'esame della fluorescenza, il 20,7 per cento mostra un livello tossico di molto superiore alla dose standard che si può ingerire quotidianamente senza incorrere in effetti pericolosi. “Molti dei 'Rasa Shastra' prodotti in India - continuano i ricercatori - contengono dosi di piombo e mercurio dalle 100 alle 10mila volte superiori ai livelli accettabili”.
Il co-autore dello studio, Venkatesh Thuppil, direttore del National Referral Centre for Lead Poisoning in India, mette in guardia sull'uso dei prodotti ayurvedici: “Si suppone che i farmaci servano per curare una malattia e non ne dovrebbero invece causare un'altra per la presenza di materiali tossici come il piombo”.
CHOC IN ARGENTINA: Dodici morti durante la sperimentazione del vaccino
Dodici bambini di pochi mesi morti mentre erano sottoposti alla sperimentazione di un vaccino. Una storia che ha luogo in una delle zone più povere dell'Argentina, ancora segnata dalle conseguenze della crisi economica di cinque anni fa.
La casa farmaceutica in questione è la multinazionale GlaxoSmithKline (Gsk), che agli inizi del 2007 ha cominciato la somministrazione di quindicimila vaccini contro lo pneumococco - un batterio che può causare malattie respiratorie, meningite e otiti - ad altrettanti bimbi minori di un anno in tre regioni del nord argentino, Mendoza, San Juan e Santiago dell'Estero.
Le autorità sanitarie argentine hanno avviato un’indagine e sospeso la sperimentazione. Secondo gli autori della denuncia resa pubblica in questi giorni i genitori, di origini umili, firmavano senza sapere che si trattava di una sperimentazione in fase tre, direttamente su umani, di un farmaco che poteva comportare dei rischi. Secondo la federazione dei medici argentini, che accompagna i familiari delle vittime, almeno 12 bambini sono morti per complicazioni legate alla cura.
Julieta Ovejero ha accettato di raccontare la storia di suo nipote Gabriel, nato il 22 maggio del 2007 all'ospedale regionale di Santiago. «I medici hanno diagnosticato complicazioni respiratorie e lo hanno tenuto in osservazione. Due mesi dopo sono arrivati i dottori del laboratorio offrendoci il loro trattamento. Sicuro e indolore, ci hanno detto, e ci siamo convinti».
Dopo la prima iniezione la salute di Gabriel è peggiorata, fino alla morte ai primi di ottobre. «Ci hanno restituito il suo corpicino con due giorni di ritardo perché gli hanno fatto l’autopsia. I risultati, però, non ce li hanno mai dati e ancora adesso non sappiamo di cosa è morto».
I responsabili della casa farmaceutica, che sta sperimentando il vaccino anche in Colombia e a Panama, negano che i decessi siano legati al farmaco. Si stanno preparando per la battaglia legale, anche se sono poche le famiglie disposte a portare avanti la denuncia. «Sospettiamo - spiegano alla federazione dei medici argentini - che le vittime possano essere anche più dei dodici casi registrati ma è difficile scoprirlo perché c’è molta paura e ignoranza. Denunciamo anche la complicità delle autorità locali, di medici e primari che hanno accettato di portare avanti un trattamento del genere nelle strutture pubbliche».
Sorprendente la dichiarazione di Enrico Smith, il medico responsabile della cura della Gsk a Santiago dell'Estero. «Dodici vittime su quindicimila casi - ha spiegato al quotidiano “Critica” - è un numero molto basso, notevolmente inferiore ai bimbi che muoiono ogni anno per le malattie legate al virus dello pneumococco. Chi ci critica non prende in considerazione il fatto che la mortalità infantile in queste regioni è molto alta, indipendentemente dalla nostra presenza».
Il caso vuole che Smith abbia ottenuto la licenza per la Gsk direttamente da suo fratello, responsabile del dicastero regionale della Salute, che si è giustificato spiegando che alla provincia rimarranno in dotazione delle apparecchiature nuove di zecca donate dalla casa farmaceutica. Sei bambini morti in meno di un anno nella sua regione non sembrano convincerlo che qualcosa non va.
«La sperimentazione - ha spiegato Ana Maria Marchese, pediatra all’ospedale provinciale - è stata spostata dove sapevano che avrebbero potuto operare senza problemi. A Cordoba, dove si trova il centro specializzato che studia i risultati dei test, non hanno ottenuto la licenza. La legge dice che ci deve essere un’informazione chiara e completa sui rischi del trattamento, cosa che non è avvenuta». Ogni famiglia avrebbe ricevuto dalla Gsk un compenso di ottomila pesos, quanto guadagna un operaio argentino in un anno di lavoro.
Soldi facili e sicuri, assieme alla promessa di far seguire il piccolo dai migliori specialisti. Il caso è arrivato in parlamento con una denuncia firmata da due deputati di maggioranza e opposizione. In Argentina c’è un altro precedente tragico che risale al 1980 quando si testò sotto il regime militare un vaccino contro la rabbia.
Il problema resta per i bambini che hanno iniziato il trattamento. Secondo gli autori della denuncia, le famiglie stanno ricevendo costanti pressioni per andare avanti. «Arrivano a casa tua - spiega la zia di Gabriel - e ti dicono che se non accetti la cura la polizia potrebbe portarti via tuo figlio. Molte famiglie sono numerose e ignoranti, molti genitori firmano senza sapere di cosa si tratta perché sono analfabeti. Se avessimo saputo che c'era un rischio anche minimo di perdere Gabriel non avremmo mai accettato. Adesso possiamo solo piangerlo, nessuno ce lo ridarà mai più».
25 agosto 2008
Emiliano Guanella
www.lastampa.it
Il rosmarino è una pianta che sottovalutiamo spesso.
Lo usiamo principalmente per condire i nostri piatti, oppure per adornare i nostri balconi, per la bellezza dei suoi fiori di un intenso color lilla.
Eppure, non dobbiamo mai dimenticarci che questa erba aromatica (Rosmarinus officinalis) ha tante proprietà terapeutiche che possono esserci utili per risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni.
Uno dei modi migliori per assumerlo è l'infuso (un cucchiaino in acqua bollente per 10 minuti).
Tra le sue virtù: è uno stimolante, buono nei casi di astenia e debolezza generale, per alleviare lo stress da superlavoro fisico e intellettuale. E' antinevralgico.
Ha proprietà antisettiche, ha un buon effetto sugli stati influenzali e febbrili, calma l'apparato respiratorio nei casi di asma e tosse.
Agisce sull'apparato digerente: è colagogo (facilita la produzione della bile), stomachico (facilita la digestione), carminativo (aiuta i movimenti peristaltici).
Ha un buon effetto, infine, anche sull'apparato osseo, come antireumatico (sia come infuso che come decotto).

E' quanto rileva la Coldiretti sta lavorando ad una strategia per semplificare e razionalizzare la filiera agricola. "Vogliamo affrontare l'emergenza inflazione con un piano che veda il coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap), dai quali passa oltre il 40% dei mezzi tecnici, lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti, di CoopColdiretti (sono 1.300 ad oggi le cooperative socie di Coldiretti) e del sistema dei mercati diretti degli agricoltori, i cosiddetti farmers market" afferma il presidente della Coldiretti, Sergio Marini.
"Il nostro progetto, che intendiamo presentare al Governo nei prossimi mesi - continua Marini - vuole essere l'impegno concreto di Coldiretti per il rilancio dei consumi e il contenimento dell'inflazione legata all'alimentare nel nostro Paese". Ecco, dunque, come districarsi tra le offerte di spesa low cost.
- LATTE ALLA SPINA. Grazie alla distribuzione alla spina il latte fresco di altissima qualità può essere acquistato a prezzi variabili tra 1 euro ed 1,20 euro per il biologico, mentre sugli scaffali il latte fresco è venduto attorno a 1,6 euro al litro. Si ricicla il contenitore eliminando così anche la dispersione di rifiuti. Sono ormai centinaia i distributori di latte fresco e si possono trovare consultando il sito Coldiretti.
- SPESA LAST MINUTE. In molte città è possibile approfittare dell'apertura dei mercati all'ingrosso ai privati cittadini, prevista dalla legge in orari determinati: consente risparmi con acquisti a collo (cassetta o altro) e di usufruire degli eventuali 'saldi last-minute'.
- ORTO SELF SERVICE. E' possibile fare la spesa direttamente nell'orto delle aziende agricole raccogliendo personalmente dal terreno frutta e ortaggi che si intendono acquistare, risparmiando sui costi della raccolta secondo una formula denominata "pick your own" che sta avendo una rapida diffusione negli Usa.
- SPESA ON LINE. Per chi vuole acquistare prodotti freschi direttamente dal produttore, senza fare la fatica di raccoglierli, sul sito www.campagnamica.it c'é il motore di ricerca "fattorie e cantine" dove è possibile individuare per singolo comune le aziende agricole dove è possibile fare la spesa, con quasi diecimila indirizzi disponibili.
- FARMERS MARKET. La Coldiretti ha promosso decine di iniziative con l'obiettivo di realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano per combattere il caro prezzi dal campo alla tavola con la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti alimentari. Si tratta di un impegno che, spiega la Coldiretti, può arrivare a coprire fino al 15% della spesa agroalimentare con un importante effetto sul mercato, come dimostrano le esperienze di successo in altri Paesi Europei.
ANSA
foto Flickr
Guardiamo il mondo animale: gli erbivori, come le capre, che si nutrono di cibo naturale, non sviluppano il cancro. Invece quindi di creare carni artificiali solo per soddisfare gli occhi e il palato ed educare l'intera popolazione a un gusto diverso e innaturale, è molto meglio diffondere l'abitudine al sapore dei vegetali, della frutta, dei cereali, dei prodotti del latte, che già esistono nella natura e nelle culture dei diversi popoli. Questo davvero contribuirebbe ad un migliore uso delle risorse che la natura mette a disposizione.
Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinati agli animali da allevamento: in pratica quasi il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento invece di sfamare persone. Per ottenere un chilo di carne bovina occorrono 15.000 litri di acqua, mentre per un chilo di cereali ne bastano poco più di cento. Ogni anno l'America del Sud distrugge una parte della foresta amazzonica grande come l'Austria per far posto ai pascoli e gli animali. E in futuro? Che succede se India e Cina assumono in massa le abitudini alimentari carnivore occidentali, come sembra? Oggi ci sono 3 miliardi di capi di bestiame destinati a sfamare un miliardo dei sei che popolano la Terra e che invece si nutrono principalmente di cereali: riso, frumento, mais, orzo.
Se tutti si mettessero a mangiare carne avremmo più animali che uomini sulla Terra: un incubo che infrangerebbe tutti gli equilibri del pianeta. Per questo dobbiamo prendere atto che l'evoluzione verso una dieta vegetariana è inevitabile. Certo, come accenna il giovane Matheny, pensare di convincere 6 miliardi persone ad essere rigorosamente vegetariani per sempre non è forse meno folle che inventare la carne artificiale. Anch'io la penso così, ma credo che tutto debba avvenire all'insegna della gradualità e con programmi intelligenti per far evolvere la produzione di cibi vegetali e ridurre progressivamente l'allevamento di bestiame da macello.
È qui che dobbiamo mettere in campo le nostre conoscenze genetiche per migliorare la produttività delle piante che la natura ha già creato, ma che possono offrire più cibo e di migliore qualità se con la genetica le aiutiamo ad adattarsi a un ambiente che varia a ritmi più rapidi dei tempi di evoluzione naturali. La scienza sta sperimentando piante che crescono in terreni aridi e salini, resistono agli attacchi dei parassiti, sopravvivono alla siccità. Il passaggio rapido dalla sperimentazione ai piani di produzione agricola contribuirebbe in modo concreto e sostenibile, per l'ambiente e l'economia, alla fine della malnutrizione e alla fame nel mondo.
Parallelamente, la scienza deve contribuire all'operazione culturale di diffusione del consumo di vegetali e abbandono delle abitudini carnivore Oltre al bisogno di più cibo e acqua sul pianeta, il vegetarianesimo risponde anche alla domanda di buona salute. Non ci sono dubbi scientifici sul fatto che un'alimentazione povera di carne e ricca di vegetali è la più adatta a proteggerci dalle malattie più gravi e mantenerci in buona forma. Inoltre gli alimenti di origine vegetale ci difendono dall'azione dei radicali liberi, quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni.
Tutto fa concludere allora che chi segue una dieta ricca di vegetali è meno a rischio di ammalarsi e può vivere più a lungo e in buona salute. L'obiettivo ragionevole da raggiungere fra qualche generazione non è quindi l'introduzione di carne diversa, artificiale, ma la riduzione drastica della carne tradizionale dai nostri menu. Per noi stessi, per gli altri uomini e per la splendida armonia della Terra, che comprende anche i nostri amici animali. Il mio impegno a favore del vegetarianesimo non ha solo basi scientifiche e mediche, ma anche filosofiche. Anzi è nato in me da bambino dall'amore e dal rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando non può difendersi e far valere le sue ragioni. Non ho mai sopportato la prigionia degli allevamenti e la crudeltà della macellazione. Evitare la carne è un modo per evitare la sofferenza inutile degli animali.
21 agosto 2008
www.repubblica.it
Il 90 per cento dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati che promettono di migliorare la salute dei consumatori non ha alcun supporto scientifico. 'Riduce il rischio di osteoporosi', 'migliora il colesterolo', 'la salute dei vostri denti ve ne sarà grata'. Questi sono solo alcuni dei messaggi pubblicitari ambigui che hanno spinto l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a indagare sulla loro veridicità con veri e propri studi.
Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo “El Pais”, dai risultati delle ricerche dell'Efsa è emerso che sette reclame su otto sono delle bufale. In particolare, l'autorità ha analizzato un gruppo di otto reclame pubblicitarie su prodotti che promettevano di esser in grado di ridurre malattie e aiutare la crescita e lo sviluppo dei bambini. Sette di questi prodotti non hanno superato la prova.
Ma la cosa che preoccupa maggiormente gli esperti è che, secondo il nuovo regolamento europeo in materia entrato in vigore circa un anno fa, anche se non è permesso proclamare nelle pubblicità le presunte virtù salutari di un prodotto senza una base scientifica che lo testimoni, le imprese hanno a disposizione una finestra temporale relativamente lunga per adeguarsi alla norma. Alcune aziende, a seconda del prodotto che pubblicizzano, possono ritardare la correzione dei loro messaggi fuorvianti fino al 2010 o addirittura fino al 2015.
Inoltre, El Pais ha sottolineato come molto spesso queste pubblicità 'ambigue' sono anche la causa dell'elevato costo di alcuni prodotti. Infatti, molte aziende sono 'costrette' ad aumentare il prezzo dei loro prodotti per via delle spese pubblicitarie subite per venderli. Le organizzazioni dei consumatori hanno finora scovato in alcuni prodotti fino a 22 messaggi pubblicitari distinti. Secondo uno studio della Confederazione spagnola delle associazioni dei consumatori e degli utenti (Ceaccu), si tratta di prodotti che per questo aumentano del 130 per cento il loro prezzo.
E la media delle pubblicità è di 6,3 reclame per prodotto. A volte lo stesso messaggio, anche se falso, è parte del marchio e, in tali casi, le aziende non hanno alcun obbligo di modifica fino al 2015. L'Efsa ha finora ricevuto 220 sollecitazioni per valutare le frasi promozionali che promettono al consumatore adulto e non di migliorare la propria salute. Inoltre, l'Efsa ha ricevuto altre 2.500 sollecitazioni di tutti i tipi da parte della Commissione europea.
22 agosto 2008
www.salute.agi.it
Scie chimiche ed onde elettromagnetiche: l'atmosfera trasformata in un plasma mortale
Grazie agli studi della giornalista indipendente Carolin Williams Palit, di Kafka (pseudonimo) ed attraverso altre nostre indagini, si è giunti alla conclusione che l'atmosfera, per mezzo delle attività chimiche ed elettromagnetiche, è stata trasformata, almeno in parte, in un plasma elettroconduttivo.
Il plasma, altrimenti definito quarto stato della materia, è un gas ionizzato, ossia un gas ai cui atomi sono sottratti gli elettroni. La presenza di cariche libere rende il plasma elettricamente conduttivo di modo che esso si accoppia fortemente con i campi elettromagnetici. In tal modo, in questo stato della materia, il grado di ionizzazione è sufficientemente elevato a tal punto che le interazioni elettromagnetiche tra le particelle cariche (ioni ed elettroni) sono determinanti per l'evoluzione dinamica del sistema. Si può ottenere un plasma, ionizzando fortemente un gas per riscaldamento.
Ora, l'atmosfera è una miscela di gas (azoto, ossigeno, biossido di carbonio etc.): se essa viene riscaldata, ad esempio con raggi ultravioletti (si consideri la deliberata distruzione dello strato di ozono), raggi X, raggi gamma, microonde, si può ionizzare. Tale ionizzazione positiva, come osserva correttamente la Palit, è favorita dalla dispersione nella biosfera di alluminio, rame e bario, tutti metalli elettroconduttivi.
Chiarito ciò, il sistema più efficace per creare condizioni un po' più accettabili, sembra dunque l'uso di ionizzatori. In particolare, potrebbe rivelarsi utile, per risanare gli ecosistemi, un potentissimo generatore di ioni negativi.
Gli ioni negativi, che riducono gli effetti dannosi degli inquinanti, prima che cominciasse l'infame operazione scie chimiche, in zone di alta montagna si aggiravano sui 2.000 per centimetro cubo, mentre oggi sono fortemente ridotti. Il consiglio di molti medici di trascorrere gli ultimi giorni della settimana all'aria aperta non ci pare molto saggio, considerando che le irrorazioni chimico-biologiche si intensificano proprio in quei giorni.
A causa dell'inquinamento legato ai gas di scarico degli automezzi, alle emissioni degli impianti industriali e dei mortali inceneritori, ma soprattutto per via delle scie tossiche, i benefici ioni negativi si sono ridotti, nelle aree urbane e suburbane, a 10-20 per centimetro cubo !
Negli ambienti interni, fonti di inquinamento sono specialmente il fumo di sigaretta e le fotocopiatrici. La carenza di ioni negativi può causare difficoltà respiratorie, bruciore agli occhi, senso di spossatezza, irritabilità, stati d'ansia, ridotte capacità di concentrazione.
Gli ionizzatori sono efficaci in caso di asma, bronchiti, difficoltà respiratorie, febbre da fieno, riniti allergiche, cefalea, tensione nervosa, insonnia, paradentosi, ipotonia, ipertonia, glaucoma, nevrosi, eczemi, diabete, intossicazioni croniche e nel caso di diversi disturbi del sistema cardiovascolare.
Sarebbe auspicabile l'installazione, in punti strategici, di grossi “cannoni”, basati sul principio dei piccoli ionizzatori da appartamento, per la generazione di ioni negativi. Ciò al fine di contrastare la trasformazione della nostra atmosfera in un medium plasmatico caricato di ioni positivi.

Riferimenti:
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s. v. ionizzazione e plasma
Kafka (pseudonimo), Un ambiente di plasma elettroconduttivo, 2008
C. W. Palit, Che cosa sono veramente le scie chimiche, 2008
M. Teodorani, Entanglement L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza, Diegaro di Cesena, 2007
19 agosto 2008
tankerenemy.com - Scie Chimiche (Chemtrails)
tanker-enemy.tv
IL CAIRO - Proposta choc da parte dall’Ordine dei medici del Cairo: un cristiano non può donare i suoi organi a un musulmano e viceversa. Ufficialmente la misura servirebbe per «combattere il commercio illegale di organi umani», che avrebbe ormai assunto dimensioni preoccupanti nel grande paese arabo. L'ondata di proteste tra la comunità cristiana copta, ma anche tra gli stessi musulmani, ha però convinto il governo a correre ai ripari, bloccando sul nascere la proposta.
INDIGNAZIONE - «E’ una pugnalata che colpisce il cuore dell’unità nazionale e mina la convivenza civile tra le varie fedi nel Paese», ha protestato in un comunicato l’Unione egiziana dei Diritti dell’Uomo. «Il legislatore è stato scavalcato dalla confraternita dei Fratelli Musulmani che controlla il Sindacato dei Medici e che ha imposto una norma fortemente discriminatoria, violando i diritti umani e la Costituzione e minando l'unità nazionale», accusa l'avvocato Naguib Gibrael, direttore dell'Unione egiziana per i diritti umani (Uedh), annunciando che è già stato presentato un esposto al tribunale del Cairo perchè la norma venga annullata. Contrari all'ordinanza anche gli ulema dell'Università di Al-Azhar, il più importante centro di studi islamici del mondo arabo. «Questo divieto non farà altro che peggiorare il fragile equilibrio tra le due comunità», osserva uno degli ulema, Abel Moti Bayumi. D'accordo con lui anche il vescovo Marcos, portavoce della comunità copta: «La norma non ha senso perchè il traffico d'organi può interessare anche fedeli della stessa religione. Di questo passo avremo ospedali distinti per cristiani e musulmani o il divieto di donare sangue tra persone che professano un diverso credo religioso, per non parlare dell'impossibilità per un medico di visitare un paziente di religione diversa dalla propria».
I MEDICI - Hamdi al Said, segretario dell’Ordine dei Medici, che aveva anticipato la proposta ai giornali locali, contattato dalla tv al Arabiya, ha fatto retromarcia: «è stata solo una proposta ed è stata già ritirata». «La nostra ordinanza non discrimina nessuno», sottolinea al Said, «perchè la tutela delle persone indipendentemente dalla loro fede nei confronti del fenomeno del traffico d'organi impedisce che si creino tensioni ulteriori tra le due comunità».
19 agosto 2008
MILANO - Spalle larghe, alto, fianchi stretti: il mix che rende più attraente un fisico maschile è sempre lo stesso, ma ora a indicare questo mix è un modello matematico. Elaborato nell'ambito di uno studio condotto dall'università britannica di Brunel e pubblicato nell'edizione online della rivista della Pnas, l'Accademia delle scienze degli Stati Uniti. Si tratta del primo studio mai condotto sulla base di immagini di corpi umani, maschili e femminili, ottenuti utilizzando una particolare tecnica di scansione tridimensionale. La ricerca ha permesso agli esperti di stabilire una relazione tra l'essere attraente e la simmetria, una caratteristica questa percepita in modo positivo da moltissime altre specie animali in quanto associata alla buona salute e, di conseguenza, all'essere un partner vantaggioso ai fini della riproduzione.
In primo piano a destra il canoista Antonio Rossi (Omega)
IL MODELLO - Il nuovo modello che sa «riconoscere» un fisico attraente tiene conto di 24 parametri, fra cui ampiezza del torace, lunghezza di braccia e gambe, ma anche quella di nuca, braccio e avambraccio. È stato elaborato proprio nell'ambito di un esperimento il cui obiettivo era mettere in correlazione la percezione di un corpo come attraente e le sue caratteristiche, come altezza, dimensioni del torace o del seno, lunghezza delle gambe, ampiezza delle spalle, curve. Con una nuova tecnica di scansione tridimensionale i ricercatori hanno ottenuto le immagini di 77 corpi, sia maschili che femminili, e quindi le hanno trasferite sul computer con una colorazione neutra e prive di testa. Le centinaia di misure del corpo che la scansione tridimensionale è in grado di misurare in soli sei secondi hanno permesso di individuare un indice di «mascolinità».
IL TEST - Quindi i ricercatori hanno chiesto a 87 persone, uomini e donne, di guardare le immagini dei corpi al computer, indicando quelli più attraenti. Le immagini preferite dagli uomini erano anche quelle che, per le loro misure, erano le più lontane dall'indice di mascolinità. Le donne dal fisico meno simmetrico avevano valori più lontani da quelli della mascolinità. Sulla base di questi giudizi i ricercatori hanno stabilito una relazione tra l'essere attraente e la simmetria, una caratteristica questa percepita in modo positivo da moltissime altre specie animali in quanto associata alla buona salute e, di conseguenza, all'essere un partner vantaggioso ai fini della riproduzione. Per il coordinatore della ricerca, William Brown, «si spiega così la correlazione tra la forma del corpo e la capacità di attrazione: le proporzioni del corpo, la forma e la statura sono segnali significativi di un buon livello di sviluppo e di buona salute e, di conseguenza, di quanto un individuo possa essere o meno un partner desiderabile ai fini della riproduzione». Secondo l'esperto sembra, inoltre, che «se le asimmetrie fisiche sono troppo piccole per essere notate a occhio nudo, l'evoluzione ha messo a punto segnali molto precisi, come spalle larghe e fianchi stretti, per indicare la mascolinità».

David Beckham (da internet)
18 agosto 2008