martedì, 30 settembre 2008

Spagna: la truffa del formaggio avariato che piace ai grandi marchi

29 settembre 2008

FormaggiL’Olaf (Ufficio europeo per la lotta anti-frode) ha scoperto che nel triangolo Odessa-Ceuta- Ginevra si svolge una delle più grosse frodi agroalimentari ai danni dei consumatori che ha per oggetto il formaggio. Con una buona mano da parte degli italiani.

Il formaggio avariato, in realtà si tratta di semilavorati che non ricevono alcun controllo, viaggia per tre continenti: Asia, Africa e Europa. Dalla Russia, Cina e India arriva al porto di Ceuta in Spagna, circa 500 tonnellate a settimana e finisce attraverso alcuni grossi marchi sulle tavole degli italiani.

Il cuore economico dei vari maneggiamenti, invece, è a Ginevra dove una società off-shore garantisce una fatturazione pulita di tutti i prodotti che arrivano dall’Asia mentre i contratti sono ripuliti da una società Olandese. La merce, sempre la stessa, ma con documenti puliti arriva così a Ceuta, come se fossero partiti dalla Svizzera.

In pratica, la caseina, il latte anche in polvere (non si sa se vi sia tra quello di provenienza cinese anche quello contaminato alla melammina) e i prodotti semilavorati, di cui non si conosce né l’origine né la qualità, arrivano ai trafficanti che li rivendono cambiandone le etichette in diversi passaggi grazie alla complicità delle autorità portuali.

La Guardia di Finanza di Piacenza che agli inizi di settembre ha effettuato un grosso sequestro di semi lavorati scaduti e in condizioni igieniche pessime, aveva scoperto che attraverso la Tradel di Castel Butano o la Delta di Ponticelli d’Ongina (gia sott’inchiesta) che i formaggi adulterati finivano nelle confezioni di formaggio grattugiato dei grandi marchi, tra cui Granarolo, Biraghi, Medeghini, Ferrari, mentre Galbani aveva prontamente smentito ogni addebito.

In sostanza una tonnellata di caseina cinese costa a Ceuta 3500 euro, a Ceuta l’azienda la paga il doppio e ci guadagna fino a 14mila euro mettendoci il proprio marchio e facendo girare il prodotto nel supermercato.

Via repubblica, Il salvagente
Foto Flickr

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categorie: notizie varie
lunedì, 29 settembre 2008

Combattere la congestione nasale con il sesso

29 settembre 2008 

Il ricorso a spray nasali e medicine non basta? Uno studio iraniano vi autorizza – e vi incoraggia – a ricorrere al sesso per risolvere i problemi di congestione nasale causati dal raffreddore. Spiega Sina Zarrintan, ricercatore del Dipartimento di Neurochirurgia dell’Università di Tabriz, che l’eiaculazione decongestiona i vasi sanguigni e libera dunque anche le narici.

Sempre meglio che ricorrere ai farmaci, sia dal punto di vista fisico che propriamente psicologico: certo una pillola non offre la medesima soddisfazione…

Escluse dai benefici le donne: pare funzioni solo per gli uomini. Nessuna motivazione per spiegare l’esclusione stando a quanto pubblicato sulla rivista Medical Hypothesis che ha accolto i risultati della ricerca.

Via | 20minutos.es

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categorie: notizie varie
domenica, 28 settembre 2008

Denti sani, cuore sano

Correlazioni pericolose tra parodontiti e malattie sistemiche (cardiovascolari, diabete, complicanze polmonari ed ostetriche)

La Società Italiana di Parodontologia è impegnata da lungo tempo nel programma di promozione della diffusione dell'evidenza scientifica sulla correlazione fra malattie parodontali e malattie sistemiche.

Numerosi studi clinici e sperimentali, pubblicati recentemente, hanno evidenziato una stretta correlazione fra la parodontite ed alcune malattie sistemiche – in particolare malattie cardiovascolari, diabete, patologie polmonari – e che sono state dimostrate possibili correlazioni anche per alcune complicanze ostetriche, come la nascita pretermine di neonati sottopeso.

La parodontite è l'infiammazione del parodonto. Il parodonto è il sistema di supporto dei denti (osso alveolare e legamento parodontale) che mantiene le radici dei denti ancorate alle ossa mascellari. L'infezione del parodonto provoca la distruzione progressiva di questa struttura e, alla fine, la perdita dei denti (Linee Guida SIdP, Pihlstrom et al 2005).

La parodontite può colpire soggetti d'ogni età: da bambini ancora in dentatura da latte a soggetti nella terza età. La prevalenza della parodontite nella popolazione varia con l'età del gruppo in oggetto: è meno del 1% in età pediatrica ma può raggiungere il 30% dei soggetti in popolazioni adulte o geriatriche.

La parodontite è la prima causa di perdita dei denti nella popolazione adulta dei paesi industrializzati ed è quindi la causa di un grave handicap legato alla conseguente perdita delle funzioni masticatoria e fonatoria nonché un grave disturbo alla vita di relazione e all'estetica del sorriso. Una malattia molto simile alla parodontite (chiamata peri-implantite) può colpire gli impianti dentali utilizzati per rimpiazzare denti che sono andati perduti.

CorRelazione parodontite-malattie sistemiche:
come avviene
I batteri patogeni che causano la parodontite sono in grado di 1) penetrare all'interno dei tessuti gengivali e da lì entrare nel circolo ematico; e/o 2) produrre una intensa risposta infiammatoria locale con riflessi sistemici. In questo modo, possono provocare patologie più o meno serie anche in organi o apparati lontani da quello di partenza. Numerosi studi dimostrano che chi soffre di parodontite ha valori di granulociti neutrofili circolanti e parametri infiammatori sistemici (come la proteina C reattiva) elevati rispetto alle persone sane. In particolare, quest'ultimo parametro è un ottimo predittore per lo sviluppo

PARODONTITE E MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Cosa c'è di nuovo
Studi epidemiologici hanno messo in evidenza una relazione tra parodontite, infarto miocardico ictus e mortalità. La perdita di un elevato numero di denti e la distruzione ossea rilevabile nel paziente affetto da parodontite grave, sono associate infatti ad una aumentata prevalenza di placche ateromatose carotidee. Nei pazienti con patologie infiammatorie del cavo orale, è stato osservato, inoltre, un aumento del rischio di infarto miocardico e di aterosclerosi. Studi clinici controllati indicano che il trattamento della parodontite migliora la funzione dell'endotelio.

CorRelazione parodontite-malattie cardiovascolari:
come avviene
L'associazione tra parodontite e malattie cardiovascolari si può spiegare attraverso il ruolo negativo esercitato dall'infiammazione sistemica sul processo di aterosclerosi e/o sulla destabilizzazione delle placche ateromasiche e/o sulla ipercoagulabilità.

L'origine del fenomeno potrebbe essere attribuita al passaggio di batteri dal cavo orale all'apparato cardiocircolatorio, con conseguenti gravi danni all'endotelio quando venga raggiunto il sistema vascolare coronarico. Alcuni marker infiammatori, come la proteina C reattiva, sono elevati sia nei pazienti con parodontite che in pazienti affetti da infarto del miocardio.

Altri studi evidenziano che la correlazione parodontite e malattie cardiovascolari potrebbe essere dovuta ad una risposta autoimmunitaria causata dall'elevata somiglianza tra alcuni peptidi antigeni di origine batterica, come le proteine HSP, e le proteine umane. Le proteine HSP sono espresse sulle membrane batteriche e possono aumentare la risposta immunitaria innata con la produzione di alti livelli di anticorpi cross-reattivi e cellule T-helper autoaggressive.

Le cellule endoteliali che possono presentare HSP in risposta a diversi stimoli, diventano più sensibili alla lisi cellulare indotta da anticorpi anti-HSP, con conseguente danno tissutale.

Conclusioni
La revisione della letteratura indica con sufficienti evidenze che la malattia parodontale è associata con le lesioni indotte dall'arterosclerosi. Possiamo prevenire queste malattie applicando quotidianamente le tecniche, pratiche ed economiche, d'igiene orale.

27 settembre 2008

Fonte: Società Italiana di Parodontologia nell'ambito della campagna di sensibilizzazione e di prevenzione delle malattie parodontali. Dr. Fedelfranco Russo
www.carpediemoria.it

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categorie: salute

Addio al rapporto medico paziente. Arriva la medicina difensiva

di Massimiliano Fanni Canelles

La medicina difensiva costa ogni anno tra i 12 e i 20 miliardi di euro, sono parole del sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio alla presentazione dello studio 'Medici in difesa, prima ricerca del fenomeno in Italia" condotto per conto dell'Ordine dei medici della Provincia di Roma su 800 camici bianchi.

Ma di cosa parliamo? di una nuova branca della medicina, una nuova specialità da affiancare alla medicina preventiva? Nulla di tutto questo.

Parliamo di costi e rischi che i cittadini devono accollarsi a causa del numero impressionante di denunce verso i camici bianchi. Si perché l'eccesso di cautele, prestazioni, esami e farmaci che i medici prescrivono per mettersi al riparo da possibili cause giudiziarie, costa allo stato cifre esorbitanti.
Ma non solo TAC, Radiografie aumentano sensibilmente la dose assorbita dai pazienti di radiazioni ionizzanti ed aumenta il rischio probabilistico di sviluppare alcune neoplasie.

Non parliamo poi dei ticket, delle liste d'attesa sempre più lunghe, dei ricoveri e farmaci non indispensabili. Secondo i dati forniti dall'Associazione che raggruppa le compagnie assicurative (Ania) in 10 anni si è avuto un aumento del 66% delle denunce.

Nel 93,8% riguarda medici degli ospedali pubblici e di questi maggiormente colpiti sono gli anestesisti (96,8%), i chirurghi (98,9%) soprattutto ortopedici e ginecologi. Questo ha una ricaduta di costi sulla sanità di circa 500 milioni di euro solo per le polizze di assicurazione professionale.

Ridurre i costi della medicina difensiva riuscirebbe a ripianare i conti sanitari per almeno 5 anni. Se non si troverà una soluzione oltre ad affossare il sistema sanitario nazionale arriveremo al punto in cui non si troveranno medici disposti a curare malati con un indice di insuccesso alto. Maggiorotti, presidente dell'Amami (Associazione dei medici accusati ingiustamente di malpractice), fa l'esempio dell'Illinois, lo Stato Usa "dove non si trova più un neurochirurgo.

Ma - prosegue - le esclusioni potrebbero anche riguardare le protesi all'anca di un malato obeso, diabetico e iperteso". E' necessario bloccare un gioco al massacro che per ora avvantaggia le assicurazioni, gli avvocati e solo qualche volta i pazienti realmente danneggiati.

www.affaritaliani.it

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categorie: bioetica, salute
sabato, 27 settembre 2008

Le proprietà delle noci contro la stanchezza d'autunno
26 settembre 2008 

Ormai ci siamo arrivati. Siamo in autunno, nonostante il viso ancora abbronzato e il ricordo recente del gran caldo di inizio settembre, l’organismo inizia a fare i conti con questo cambio, che per alcuni è fonte di rilassamento ed energia mentale, per altri è talmente stressante, da creare una vera e propria sindrome neuro vegetativa. Stanchezza, depressione, mancanza di energia. L’autunno per qualcuno è una mazzata.

Un buon rimedio sono le noci. Molto energetiche, quasi 600 calorie per 100 g, sono ricche di ferro, calcio, magnesio, potassio, fluoro, rame, zinco, fosforo. Dunque una vera riserva di energia per astenici, stressati ma anche per gli sportivi. Consigliabili come merenda e snack per sostituire prodotti confezionati da forno. Risultano utili per fissare il calcio e danno energia velocemente e stabilmente. Contengono inoltre acidi grassi efficaci per la riduzione del colesterolo nel sangue e tanta vitamina E per la salute dei capelli e l’elasticità della pelle.

Foto | Flickr

www.benessereblog.it
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categorie: salute
venerdì, 26 settembre 2008

Gel fotovoltaico da mettere nei vetri delle finestre

26 settembre 2008 

Vetri delle finestreUna nuova interessantissima tecnologia tutta Italiana è stata brevettata dalla Energy Saving Company, azienda lucana della provincia di Potenza. Si tratta di un particolare gel fotovoltaico da mettere nelle intercapedini dei doppi vetri o semplicemente colato nella lastra. L’applicazione di questa sostanza permetterebbe ad ogni superficie vetrata di diventare un generatore di energia elettrica.

Il gel è stato presentato in anteprima, a Potenza, in occasione del primo franchising Esco Energy. La sostanza è a base di silicio è sarebbe in grado di fornire circa 300 watt per metro quadrato nel caso di doppi vetri. Qualora invece venisse applicato su superfici vetrate singole la produzione energetica diminuirebbe a circa 100 watt a metro quadrato. Il costo sarebbe approssimativamente di circa 2 euro per watt prodotto e si avrebbe l’indubbio vantaggio di una facile installazione.

La visibilità del vetro continuerebbe a essere ottima, non si avrebbe pertanto nessun tipo di oscuramento delle superficie. I vetri con questo sistema diventano delle vere e proprie batterie che sono capaci di trasformare in energia elettrica quella fotonica. Al gel fotovoltaico dell’azienda lucana si stanno interessando anche gli Emirati Arabi, che vorrebbero sperimentare il prodotto sulla torre di 800 metri, in corso di realizzazione a Dubai.

Fino al prossimo giugno il “Gel Esco Energy” (questo sarà il suo nome) verrà prodotto in quantità limitate e solo per applicazioni già programmate. La commercializzazione su larga scala partirà con tutta probabilità dalla seconda metà del 2009. Si sta pensando ad una commercializzazione con la Gdo e soprattutto alla costituzione di una rete di negozi in franchising. Dopo l’inaugurazione di Potenza, nelle prossima settimana il prodotto verrà presentato nell’ordine a Roma, Matera, Bari e in Sicilia.

Via | Lagazzettadelmezzogiorno.it
Foto | Flickr

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categorie: ecologia
giovedì, 25 settembre 2008

Cina: dopo il latte, la melammina entra nella catena alimentare dai fertilizzanti

24 settembre 2008

Mentre monta l’allarme in tutto il mondo per il latte alla melammina che ha già contaminato 53 mila bambini cinesi e ne ha uccisi 4, in Italia proseguono i controlli su tutti quei prodotti importati illegalmente.

Ma i contorni della contaminazione si stanno allargando anche al latte fresco (ne parlavamo qualche post fa a proposito dello yogurt) che ha visto la presenza di melammina in circa il 10% dei campioni prelevati da China Mengniu Dairy, Bright Dairy & Food e Inner Mongolia Yili Industrial Group i tre gruppi più importanti per la produzione fresca e che coprono il 60% del mercato cinese.

Ad essere sotto accusa, per la contaminazione del latte fresco, sono i fertilizzanti e i pesticidi nelle cui molecole compare proprio la melammina.

A lanciare l’allarme è Chan King-ming professore associato di biochimica allUniversità di Hong Kong che spiega che la melammina, ricca di azoto, serve a far sembrare un prodotto più ricco di proteine, e dunque, largamente usata in fertilizzanti e pesticidi.

E spiega che uno dei veicoli di contaminazione della melammina è il cyromazine, usato comunemente in Cina come pesticida.

Ha detto King-ming:

E’ assorbito nelle piante come melammina, naturalmente è già nella nostra catena alimentare e nei cibi per gli animali. Così non è solo nei prodotti caseari, ma anche nei vegetali e nella dieta di animali e pesci.

Secondo i suoi studi sull’impatto della melammina sugli animali (non ci sono studi disponibili sull’uomo), questa può sviluppare tumori nella vescica.

Via | Yahoo news, Asianews
www.ecoblog.it

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categorie: notizie varie
mercoledì, 24 settembre 2008

LATTE CONTAMINATO: RISTORANTI CINESI A RISCHIO

ROMA, 24 settembre 2008 - ''Il margine di rischio tecnicamente c'e'''. E' secca la risposta del sottosegretario alla salute Francesca Martini all'invito del presidente di Slow Food Carlo Petrini a non andare a mangiare in questi giorni nei ristoranti cinesi. Il sottosegretario ha sottolineato che ''tecnicamente l'affermazione e' corretta perche' i prodotti base sono importati al 100% dalla Cina''. ''Io, sinceramente, non ci sono mai andata - ha aggiunto - amo molto di piu' la cucina italiana''.

Il sottosegretario ha confermato che in tutta Italia sono in corso i controlli dei carabinieri del Nas per verificare la presenza di prodotti caseari importarti illegalmente nei negozi cinesi e piu' in generale etnici.
''L'indagine - continua Martini - riguardera' anche gli integratori alimentari, bevande di cereali in polvere, proteine di soia e riso, aminoacidi, salse piccanti e di soia, biscotti, dolci, cioccolata e caramelle''. Da ieri, infatti, tutti questi prodotti per essere commercializzati dovranno avere una certificazione speciale che dimostri che non contengono latte cinese e superare controlli campione. ''I prodotti in arrivo in Italia - ha spiegato il sottosegretario - saranno bloccati alla dogana fino al completamento dei controlli''. Gli spedizionieri avranno 60 giorni di tempo per certificare la merce, scaduti i quali verra' distrutta. Nel caso venga presentata la documentazione richiesta verranno comunque effettuati controlli campione. Il sottosegretario ha poi ricordato che e' stato gia' effettuato il sequestro di un centinaio di confezioni di prodotti di latte e yogurt cinesi in due negozi a Milano, e 6 quintali di biscotti a Firenze

Il ministero della Salute aveva gia' annunciato il giro di vite  sui prodotti alimentari made in China, dopo lo scandalo del latte cinese contaminato alla melamina, che ha già provocato la morte di 4 neonati ed oltre 50.000 bambini intossicati, con controlli a tappeto su distributori e negozi di prodotti cinesi, misure di controllo alle frontiere e una nuova certificazione 'ad hoc' su una vasta gamma di alimenti dalla Cina per attestare che non contengono latte o suoi derivati.

Nessun problema, invece, per i prodotto legalmente importati e distribuiti che sono 'assolutamente sicuri'.

- DISTRIBUZIONE LEGALE E' SICURA, LATTE CINESE VIETATO DA TEMPO: Il latte e i prodotti derivati dal latte "nella distribuzione legale nel nostro paese non hanno origine cinese e sono dunque assolutamente sicuri. Da anni - ha sottolineato Martini - in Italia è vietata l'importazione di latte e derivati dalla Cina. I prodotti del canale legale della distribuzione sono sicuri".

- CONTROLLI A TAPPETO NEGOZI E DISTRIBUTORI, 1000 NAS SCHIERATI: Sono oltre 1.000 i carabinieri dei Nas che saranno impegnati in tutta Italia in controlli a tappeto su negozi alimentari cinesi ed etnici e sui distributori (anche legati ai ristoranti cinesi nel nostro Paese) di alimenti proveninenti dalla Cina.

 - ARRIVA CERTIFICATO 'DOC' PER ALIMENTI DA CINA: Da oggi viene introdotta una nuova certificazione, una sorta di 'bollino' di qualità, che gli importatori di merce alimentare dalla Cina saranno tenuti a presentare per assicurare l'assenza negli alimenti di latte e derivati del latte di origine cinese. I prodotti, ha spiegato Martini "saranno bloccati alla dogana fino al completamento dei controlli; il tempo massimo di permanenza sarà di 60 giorni, dopo di che la merce verrà distrutta. La stessa cosa accadrà se gli alimenti analizzati risulteranno contenere latte cinese". La certificazione riguarderà una vasta gamma di merci: integratori alimentari, bevande ai cereali, salse piccanti di soia, biscotti e dolci, alimenti dietetici, caramelle, cioccolato, zuppe e lieviti.

 - SOTTO OSSERVAZIONE CONTAINER, PACCHI POSTALI E BAGAGLI: Controlli rafforzati anche su tutti i container provenienti dalla Cina, i pacchi postali non dichiaranti il contenuto ed i bagagli dei passeggeri provenienti da questo paese. L'obiettivo, é prevenire l'importazione clandestina di prodotti alimentari dalla Cina e l'introduzione di alimenti a rischio anche in minima quantità attraverso, ad esempio, i bagagli passeggri.

 - SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA: Intanto, è stato già effettuato il sequestro di un centinaio di confezioni di prodotti di latte e yogurt cinesi in due negozi a Milano, e 6 quintali di biscotti sono stati sequestrati a Firenze. Sequestri anche a Prato, Ancona, Napoli e Catania. I controlli riguardano anche prodotti a base di carne avicola e vegetali.

- MARTINI, 'CINA PAESE A RISCHIO, TEMPI DURI PER MADE IN CHINA': "Oggi - ha avvertito Martini - la Cina è un paese a forte rischio per quanto riguarda varie tipologie di merci, dal momento che non attua una serie di controlli che sono invece previsti in Europa. Dunque, saranno tempi duri per tutti i prodotti alimentari dalla Cina che possono contenere, anche in altre forme, tracce di latte di origine cinese". Martini ha anche affermato che l'Italia chiederà all' Europa di "adeguarsi ai controlli ed alle misure forti previste dall'Italia". L'obiettivo, ha precisato il direttore generale Sicurezza alimenti del ministero del Welfare, Silvio Borrello, é anche quello di prevenire le "possibili triangolazioni di prodotti provenienti dalla Cina e importati da paesi terzi".

ANSA
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categorie: salute
martedì, 23 settembre 2008

La tisana per la stitichezza: la malva blu iraniana

22 settembre 2008

Stitichezza: ne risente in maniera cronica un terzo della popolazione, donne in maggioranza. Provoca sovrappeso, intossicazione ed è responsabile anche di emicranie ed altri disturbi della sfera psichica. L’aspetto più incredibile di questa sorta di malattia endemica, secondo un recentissimo studio dell’Università di Tel Aviv, è che la causa è due volte su tre la scarsa assunzione di acqua.

Allora vai con le tisane, tra cui una particolarmente efficace è la cosidetta tisana blu. Fatevi preparare in erboristeria o farmacia, questa tisana: 40 grammi di fiori di malva varietà iran blu, quella con maggiore contenuti di mucillagini, disinfiammanti,depurative e dolcemente lassative, 30 grammi di fiori di fiordaliso, 15 grammi di sommità di camomilla officinale, 15 grammi di radice di frangula. Mettete un cucchiaino di questa miscela in un litro d’acqua bollente. Fate bollire per 3 minuti. Spegnete e lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e bevevte durante la giornata tutto il decotto. Eventualmente dolcificare con miele d’acacia.

Foto | Flickr

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categorie: salute
lunedì, 22 settembre 2008

Attenzione al paracetamolo

L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita o nella primissima infanzia può esser legato a un maggior rischio di asma, rinocongiuntivite ed eczema nei bambini tra i 6 e i 7 anni; per cui si raccomanda prudenza nel suo utilizzo. È questa la conclusione di un articolo pubblicato nel numero di questa settimana della rivista 'The Lancet', dedicato all'asma e che ha analizzato i dati di oltre 200.000 centri sanitari in 31 Paesi. “Abbiamo trovato un'associazione tra paracetamolo e asma che suscita preoccupazione”, ha detto il professore Richard Beasley, del Medical Research Institute in Nuova Zelanda. “Il paracetamolo è il farmaco più usato per alleviare dolenzia e febbre nei bambini, ma dovrebbe essere limitato a piccoli che hanno oltre i 38,5 gradi di temperatura”.

I ricercatori hanno scoperto che l'uso del paracetamolo per curare la febbre nel primo anno di vita è associato a un rischio superiore del 46 per cento di manifestare asma quando il bimbo avrà 6 o 7 anni. Nel caso che il paracetamolo fosse stato somministrato in dosi medie durante i dodici mesi precedenti le rilevazioni, il rischio di sintomi di asma erano maggiori del 61 per cento, mentre per dosi più elevate, arrivava a triplicarsi.

L'uso del paracetamolo nel primo anno di vita viene associato inoltre a un aumento del rischio di riconogiuntivite del 48 per cento e di eczema per il 35 per cento. Beasley ha precisato che “non esiste motivo di allarme”, ricordando che lo studio epidemiologico dovrà essere completato con test clinici. “Il paracetamolo è un medicinale sicuro i cui benefici in caso di febbre alta sono stati provati, ma non deve somministrarsi come se fosse acqua, bensì solo quando è necessario”, ha detto il dottor R. Graham Barr dell'Universiyty of Columbia, un altro degli autori dello studio. Del resto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non utilizzare il paracetamolo in modo routinario, ma riservarlo solo alle febbri superiori ai 38 gradi e mezzo.

E il paracetamolo continua ad essere il farmaco consigliato nella febbre dei bambini, soprattutto quelli asmatici, per i rischi che comporta la somministrazione di aspirina di altri anti-infiammatori. A spingere gli studiosi a studiare il possibile ruolo del paracetamolo è stato il notevole incremento di asma negli ultimi venti anni, in particolare in Paesi come la Nuova Zelanda, dove si consumano grandi quantità di questo farmaco. Un altro studio pubblicato sempre nell'ultimo numero di 'Lancet' sottolinea che la rinite, sia allergica che non, è un importante rischio di predisposizione dell'asma negli adulti.

19 settembre 2008

www.salute.agi.it

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venerdì, 19 settembre 2008

MEDICINA/LO STUDIO DI UN RICERCATORE IRANIANO
Fare sesso? Rimedio anti-raffreddore
Una ricerca propone l'eiaculazione contro la congestione nasale. «Meglio dei farmaci»

 
MILANO - Addio spray nasali, infusi decongestionanti, aerosol e medicinali da banco. Per curare il raffreddore è sufficiente avere un rapporto sessuale e in mancanza di un'occasione propizia si può ricorrere alla masturbazione. Il rimedio è stato proposto da Sina Zarrintan, un ricercatore del Dipartimento di neurochirurgia dell'Università di medicina di Tabriz, in Iran e pubblicato sull'ultimo numero di Medical Hypotheses col titolo «Ejaculation as a potential treatment of nasal congestion in mature man» («L'eiaculazione come potenziale rimedio della congestione nasale nel maschio adulto»). Sono quindi esclusi dallo studio i giovani – anche se non ne viene spiegato il motivo – e ovviamente le donne.

COME FUNZIONA - Ironie a parte, l'effetto anti-raffreddore dell'eiaculazione è dovuto all'attività del sistema nervoso simpatico che viene messa in moto dall'eccitazione sessuale che decongestiona i vasi sanguinei, compresi quelli che irrorano le narici e che causano il "naso chiuso". A differenza dei farmaci decongestionanti, il vantaggio di questo trattamento consiste nella mancanza di effetti collaterali: è ripetibile e riporta lo stato di benessere tramite una stimolazione interna al sistema nervoso simpatico. Meno effetti collaterali, quindi. E secondo Zarrintan se si pianifica adeguatamente una terapia a lungo termine è possibile vaccinarsi contro le congestioni nasali. Come si legge dall'abstract: «Il metodo può essere effettuato volta per volta in base al bisogno e va regolato in base alla severità dei sintomi». L'autunno è alle porte, il maltempo e i malanni stagionali anche.

Gabriele De Palma
19 settembre 2008

www.corriere.it

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giovedì, 18 settembre 2008

SCATENATI IN CAMERA DA LETTO, MA DOPO 4O ANNI

ROMA, 18 settembre 2008 - Gli italiani e le italiane, dopo i 40 anni, in camera da letto diventano scatenati. Lo rivela un sondaggio svolto da Simulation Intelligence per il settimanale Panorama, in edicola venerdì. Dall'indagine emerge che per il 59% degli 800 intervistati, di età compresa tra 40 e 59 anni, il sesso diventa più appagante a partire dalla mezza età, perché si ha più esperienza (82,8%); si è meno concentrati su se stessi (40,3%); si ha più fantasia erotica (33,2%).

Dal sondaggio emerge anche l'età del partner ideale: più ambiti i 40enni (50%) e i 50enni (39%). Perdono invece terreno i 30enni (10%); mentre soltanto l'1% degli intervistati sogna di avere un'amante di 20 anni. Nel servizio di Panorama, anche altre indagini documentano la nuova stagione dell'eros over 40, mostrando che gli italiani, in età matura, dedicano all'amore quasi il doppio del tempo rispetto alla media degli altri paesi.

ANSA
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Gli ormoni dell’amore

LOVE da Little Nora.
16 settembre 2008 - L’amore sarà pure una faccenda romantica, per molti, ma per la scienza si tratta di pura chimica. Lo dimostrano gli ormoni coinvolti che reagiscono agli stimoli sessuali e affettivi e determinano grado di attrazione e innamoramento. Ecco quali sono.

Testosterone: è l’ormone del desiderio sessuale, presente sia negli uomini che nelle donne sebbene ovviamente in quantità differenti.

Estrogeni: sono gli ormoni della riproduzione, tipicamente femminili e connessi con ovulazione e ciclo mestruale e in senso lato con la fertilità.

Endorfine: gli ormoni del piacere, oppiacei naturali secreti dall’ipofisi responsabili sia della dilatazione uterina durante l’orgasmo che delle contrazioni durante il parto. Si associano anche al primo periodo dell’innamoramento.

Feromoni: praticamente l’odore della persona amata rilevato dal partner che agisce da afrodisiaco se una persona ci piace come si suol dire “a pelle”.

FEA o feniletilamina: l’ormone dell’amore a prima vista, del colpo di fulmine insomma, che in barba a chi crede non esista dimostra come l’attrazione sia fatta anche di primi sguardi. È collegata all’umore e produce effetti simili a quelli delle anfetamine: eccitazione, ottimismo, piacere.

Dopamina: l’ormone del piacere che innesca un meccanismo di ricerca dell’esperienza che ci ha reso felici, che ci ha procurato piacere e che vogliamo ripetere.

Serotonina: l’ormone dell’amore, che compare quando gli ormoni dell’innamoramento iniziale cominciano a svanire per lasciare il posto all’amore di lungo corso.

www.benessereblog.it

foto di Little Nora

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