venerdì, 11 luglio 2008

Menù salvaclima
I ristoranti del Parco nazionale Adamello-Brenta, in Trentino, riporteranno accanto alle croci del menù la relativa produzione di gas serra. Un'iniziativa per sensibilizzare sull'impatto climatico dei consumi alimentari

la Nonna in cucina - foto di Marco Pigoni
Anche mangiando si producono gas serra. Ogni alimento che arriva sulla nostra tavola viene allevato, lavorato, conservato, trasportato e infine di nuovo trasformato attraverso la cottura. Tutti processi che implicano la produzione di emissioni climalteranti. Il Parco Nazionale Adamello-Brenta, in Trentino, ha ideato per questo il menù salvaclima:
per ogni singolo ingrediente viene calcolata l'emissione di gas serra e comunicata accanto al menù.

Il consumatore che pasteggia in tutti i ristoranti all'interno di questo vasto territorio protetto, potrà verificare da solo, con semplici calcoli matematici, quanto gas serra producono i piatti da lui scelti e, se lo ritiene opportuto, orientarsi su altre vivande alternative, non meno saporite e nutrienti. In base alle scelte del cliente, il ristoratore assegnerà un bollino, che può essere di tre tipi: verde (con uno spiritoso logo di un orsetto in espressioni diverse a seconda del gradimento ambientale), che significa via libera al menù prescelto, perché significa che siamo al di sotto del chilogrammo di consumo di gas serra; arancione, che significa un messaggio di cautela, perché siamo ai limiti del consumo tollerato dall'ambiente e infine rosso, che significa bocciatura del menù, cioé consumo di CO2 superiore a 1,6 kg di anidride carbonica pro capite.

Il tutto non richiede particolari sforzi di comprensione da parte dell'avventore né lo costringe a privazioni gastronomiche difficili da digerire soprattutto quando si è in vacanza in località splendide e di fronte a cucine saporite e invitanti. Oltretutto il calcolo del consumo di CO2 è praticamente un gioco, svolto in questa forma accattivante e si presta particolarmente per un'opera di educazione ambientale rivolta a bambini e adolescenti.

Il discorso vale naturalmente anche per le bibite: l'acqua di sorgente è quella più virtuosa, mentre la maglia nera degli alimenti è la carne, i cui processi di lavorazione sono complessi. A chi adotterà il "menù salvaclima", il ristoratore consegnerà una "salvaclima card", che oltre a registrare in bollini la "pagella" ambientale del comportamento del turista, lo informa anche della situazione ambientale della zona, con relative iniziative di sensibilizzazione e fornisce anche dati generali su quella del pianeta e del nostro territorio nazionale.

10 luglio 2008
www.lanuovaecologia.it

foto di Marco Pigoni
postato da: camozzi alle ore 13:04 | link | commenti (1)
categorie: ecologia

Commenti
#1    15 Maggio 2009 - 02:46
 
Ristoranti Urls

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