Menù salvaclima I ristoranti del Parco nazionale Adamello-Brenta, in Trentino, riporteranno accanto alle croci del menù la relativa produzione di gas serra. Un'iniziativa per sensibilizzare sull'impatto climatico dei consumi alimentari
Anche mangiando si producono gas serra. Ogni alimento che arriva sulla nostra tavola viene allevato, lavorato, conservato, trasportato e infine di nuovo trasformato attraverso la cottura. Tutti processi che implicano la produzione di emissioni climalteranti. Il Parco Nazionale Adamello-Brenta, in Trentino, ha ideato per questo il menù salvaclima:
per ogni singolo ingrediente viene calcolata l'emissione di gas serra e comunicata accanto al menù.
Il consumatore che pasteggia in tutti i ristoranti all'interno di questo vasto territorio protetto, potrà verificare da solo, con semplici calcoli matematici, quanto gas serra producono i piatti da lui scelti e, se lo ritiene opportuto, orientarsi su altre vivande alternative, non meno saporite e nutrienti. In base alle scelte del cliente, il ristoratore assegnerà un bollino, che può essere di tre tipi: verde (con uno spiritoso logo di un orsetto in espressioni diverse a seconda del gradimento ambientale), che significa via libera al menù prescelto, perché significa che siamo al di sotto del chilogrammo di consumo di gas serra; arancione, che significa un messaggio di cautela, perché siamo ai limiti del consumo tollerato dall'ambiente e infine rosso, che significa bocciatura del menù, cioé consumo di CO2 superiore a 1,6 kg di anidride carbonica pro capite.
Il tutto non richiede particolari sforzi di comprensione da parte dell'avventore né lo costringe a privazioni gastronomiche difficili da digerire soprattutto quando si è in vacanza in località splendide e di fronte a cucine saporite e invitanti. Oltretutto il calcolo del consumo di CO2 è praticamente un gioco, svolto in questa forma accattivante e si presta particolarmente per un'opera di educazione ambientale rivolta a bambini e adolescenti.
Il discorso vale naturalmente anche per le bibite: l'acqua di sorgente è quella più virtuosa, mentre la maglia nera degli alimenti è la carne, i cui processi di lavorazione sono complessi. A chi adotterà il "menù salvaclima", il ristoratore consegnerà una "salvaclima card", che oltre a registrare in bollini la "pagella" ambientale del comportamento del turista, lo informa anche della situazione ambientale della zona, con relative iniziative di sensibilizzazione e fornisce anche dati generali su quella del pianeta e del nostro territorio nazionale.