giovedì, 03 dicembre 2009

Luc Montagnier: Omeopatia - LE BASSE DOSI HANNO ORA UN FONDAMENTO SCIENTIFICO


NUOVE PROSPETTIVE ANCHE PER L'OMEOPATIA

Straordinaria rivelazione - in anteprima mondiale - del Premio Nobel Prof. Luc Montagnier in occasione del convegno "Integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro.

Milano, 1 ottobre 2009 - Luc Montagnier, Premio Nobel 2008 per la medicina, ha partecipato al convegno "Integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro", tenutosi ieri a Milano presso il Circolo della Stampa. Durante il suo intervento Luc Montagnier ha rivelato in anteprima mondiale alcune sorprendenti scoperte relative alla natura del DNA umano, ottenute dal suo staff attraverso i percorsi di ricerca sull'AIDS.

Partendo dal presupposto che il DNA si organizza intorno all'acqua, che è la base dell'organismo umano, Montagnier ha dichiarato: "Questo principio è sempre stato evidente, ma è stato altrettanto trascurato, come trascurate sono state le necessarie interazioni tra la medicina e la fisica, discipline che invece sono strettamente interdipendenti, specie per quanto riguarda l'analisi della struttura dell'acqua. A queste nuove scoperte siamo arrivati seguendo i nostri percorsi di ricerca sull'AIDS, collaborando con laboratori di varie parti del mondo. Abbiamo utilizzato sensori a bassa frequenza, osservando sia i filtrati delle colture di virus sia il plasma di persone infette. E ciò che abbiamo visto è una variazione nelle frequenze delle onde elettromagnetiche, abbiamo osservato dei picchi nella fascia da 0 a 20.000 hertz"

Montagnier parla dunque di un vero e proprio fenomeno di "risonanza" nelle molecole dell'acqua quasi che essa fosse "condizionata" e quindi "condizionabile". Questo condizionamento può essere interno od anche esterno, ed in questo acquistano certamente peso certi fattori ambientali, come l'inquinamento elettromagnetico delle nostre città. Al di la di questo, è dunque possibile affermare, in estrema sintesi, che quando si diluisce una sostanza fino a far rimanere "solo acqua", essa mantiene comunque un suo background elettromagnetico.

"Abbiamo svolto molti studi sui batteri - ha proseguito Montagnier - e ci sono segnali da parte di molecole ad alto peso molecolare che anche se diluite alla 10 alla diciottesima mantengono un loro proprio segnale: abbiamo dimostrato che questo fenomeno non dipende dalla quantità, ma è un fenomeno che afferisce alla fisica quantistica, alla struttura fisica dell'acqua. Ad esempio abbiamo lasciato due distinte provette in un contenitore di lega metallica che impedisce l'irradiazione verso l'esterno, ed abbiamo visto che tra le due provette, una diluita a 10 alla terza ed una a 10 alla nona, c'era uno scambio di informazioni e di connotazioni a livello molecolare. Questo ci ha dimostrato che le molecole hanno un loro background elettromagnetico ed esso è in grado di trasferirsi da una molecola all'altra, da una provetta all'altra. Abbiamo poi misurato questi fenomeni per settimane nel sangue dei pazienti, estraendo e misurando la parte liquida del plasma umano. La maggior parte degli agenti patogeni, i batteri ma anche i virus, incluso l'HIV, producono questi segnali. Noi li abbiamo mappati, con molte tecniche di disamina differenti, e quelle che abbiamo visto è congruente con tutto quanto ho appena esposto".

Occorre ovviamente raffinare l'interpretazione di questi fenomeni - hanno precisato gli esperti presenti al congresso - ma quello che è certo è che rispetto agli esperimenti di Benveniste sulla memoria dell'acqua degli anni '80, si è ora in grado di fare degli esperimenti e poi di ripeterli, esperimenti che hanno il requisito della riproducibilità e quindi scientificamente attendibili. Tutto ciò potrebbe aiutare ad uscire dalla logica del "tanto più alto è il dosaggio del farmaco, tanto più efficace è la terapia" - ha poi aggiunto Montagnier - ed aprire nuove interessanti prospettive terapeutiche basate su paradigmi differenti da quelli indagati fino ad oggi.

All'intervento del Premio Nobel è seguito un interminabile applauso di diversi minuti, ed i contenuti della sua relazione sono stati commentati "a caldo" in modo estremamente positivo da molti accademici presenti, con parole come "innovativo, entusiasmante, questa è la medicina del futuro"

(fonte:www.guna.it)

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Milano, 73 ricoveri al giorno per smog:class action del Codacons contro Formigoni, Moratti e Podestà

03 dicembre 2009

Morire di smog a Milano Una class action indetta da Codacons contro lo smog, perché in Lombardia e specialmente a Milano si può morire a causa dell’inquinamento dell’aria, con buona pace dell’ecopass. L’azione avviene dopo la presentazione di uno studio il POEMI -Pollution and emergencies in Milan- che evidenza come l’inquinamento da polveri sottili e altri agenti inquinanti possa inficiare la salute dei cittadini. La ricerca, finanziata dal Comune di Milano, è stata condotta per due anni e sono stati analizzati i ricoveri nei Pronto Soccorso, per malattie imputabili all’inquinamento, in cinque ospedali Milanesi: San Carlo, Policlinico, Fatebenefratelli, Niguarda e San Paolo. In 24 mesi sono stati analizzati 53.514 casi che accusavano dalla tosse all’asma,bronchiti, polmoniti, attacchi di cuore e ictus causati dallo smog.

Questa volta lo studio non fa previsioni, ma analizza caso per caso i pazienti e le loro cartelle cliniche e spiega che la causa che scatena le loro patologie è proprio lo smog, tanti che si arriva a una media giornaliera di 73 ricoveri.

Spiega Marco Maria Donzelli avvocato del Codacons:

Sono tutti questi dati a rendere possibile un’azione risarcitoria contro chi avrebbe il dovere di tutelare la salute dei cittadini, ma non lo fa o non lo fa abbastanza. A pagare sono in primo luogo anziani e bambini.

La Procura, perciò, ha deciso di aprire un indagine e ha inviato un avviso di garanzia al Governatore della Regione Roberto Formigoni, al Sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia Guido Podestà. Si difende Formigoni e dice:

Se ci fosse giustizia in Italia dovrebbero arrivare avvisi di garanzia a tutti i presidenti di Regione, di Provincia e ai sindaci.

Il Governatore si riferisce a uno studio più completo del CNR che ha messo in evidenza come in 13 città italiane si superino dal 2005 i livelli consentiti di PM10. Le città in questione sono: Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo ogetto, tra l’altro di una battaglia legale, iniziata nel 2007 proprio dal Codacons che presentà un esposto in 11 delle 13 città in questione; esposto che fu poi non accettato. Dopo lo studio commissionato dal Comune di Milano, Codacons è ritonata all’attacco è questa volta la Procura ha deciso che si poteva aprire un inchiesta. Ovviamente Codacons spinge perché vi siano indagini anche nelle altre 12 città.

La class action avviata ieri ha come punto di riferimento il blog del presidente Codacons Carlo Rienzi dove è possibile lasciare la propria adesione.

Via | Codacons
Foto | Flickr

www.ecoblog.it

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categorie: salute
lunedì, 30 novembre 2009

Chi mangia in fretta ingrassa di più
Masticare con calma aiuta a non mangiare troppo:il merito è degli ormoni della sazietà

(Ap)
(Ap)
MILANO - Chi va piano va sano e va lontano. Adattato alla dieta, il vecchio detto potrebbe suonare più o meno così: chi mastica piano resta sano e mangia poco. Che mangiare con calma sia meglio di trangugiare un pasto intero in cinque minuti non è precisamente una novità, ma oggi c'è uno studio, di prossima pubblicazione sulle pagine di Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, che mette il «sigillo» scientifico a tutto questo con un esperimento a cui molti si sarebbero forse sottoposti assai volentieri.

GELATO – Il cibo-test usato dagli autori, un gruppo di ricercatori del Laiko General Hospital di Atene, in Grecia, è stato infatti un ghiotto gelato da 300 grammi. Ai volontari sono stati dati ben trenta minuti per gustarselo: alcuni lo hanno spazzolato in pochi minuti, altri si son presi tutto il tempo per mangiarlo. I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue prima del gelato e poi ogni 30 minuti, fino a tre ore e mezzo dopo l'inizio del pasto; nel sangue sono stati dosati glucosio, insulina, grassi e i livelli di due ormoni, il peptide YY e il peptide simile al glucagone. Questi ormoni, che vengono prodotti dall'intestino, agiscono sul cervello inducendo sazietà e segnalando che il pasto deve interrompersi; ebbene, chi aveva impiegato più tempo a mangiare il gelato aveva mediamente livelli più elevati nel sangue di peptide YY e peptide simile al glucagone, e non a caso riferiva di sentirsi più sazio.

PROVE – «Molti di noi hanno sentito dire che mangiare veloce porta a esagerare e perfino a diventare obesi; già altri studi di osservazione hanno confermato questa idea – dice Alexander Kokkinos, il responsabile della ricerca –. I nostri dati offrono una spiegazione per tutto ciò: la velocità a cui si mangia, infatti, incide non poco sulla sintesi di ormoni fondamentali per segnalare al cervello la sazietà e quindi dare lo stop al pasto». Se non si dà il tempo agli ormoni di essere prodotti e arrivare al cervello (e occorrono almeno dieci, venti minuti dall'inizio del pasto perché succeda), non riceviamo il segnale di stop: chi spazzola un tavolo prima che si inneschi la comunicazione stomaco-cervello è destinato perciò a esagerare e mangiare qualcosa di troppo. Non a caso esistono studi che rivelano come la carenza dei due ormoni intestinali porti a stra-mangiare. «Quando diciamo ai bambini di non abbuffarsi come lupi abbiamo più che ragione: proprio ai più piccoli è fondamentale insegnare l'importanza di masticare con calma, prendendosi tutto il tempo necessario per gustare il pasto – considera il ricercatore –. Il problema ovviamente riguarda anche gli adulti: molti oggi, pressati dagli orari di lavoro e da una vita frenetica, finiscono per trangugiare in fretta i pasti. E spesso proprio per questo mangiano più del necessario: è ora di riprendersi il tempo adeguato per consumare pranzo e cena, dando la possibilità al nostro organismo di sentire la sazietà».

Elena Meli
30 novembre 2009

www.corriere.it
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categorie: salute
venerdì, 27 novembre 2009

ANIMALI AMMESSI IN VISITA IN OSPEDALE GENOVA
Al San Martino dal prossimo mese

27 novembre 2009 - Animali da compagnia ammessi in corsia durante le ore di visita ai pazienti ricoverati: la storica innovazione, annunciata dal quotidiano Il Secolo XIX, scatterà dal prossimo mese nell'ospedale San Martino di Genova, il maggiore della Liguria, ma sarà sottoposta ad alcune restrizioni. Occorrerà chiedere con almeno 24 ore di anticipo il permesso, che dovrà essere firmato dai medici del reparto; bisognerà ottenere l'assenso degli altri pazienti ricoverati nella stessa stanza; gli animali dovranno avere un libretto sanitario che attesti la loro buona salute; saranno ammessi cani, gatti e anche conigli ma non canarini, pappagallini e altri uccelli, potenziali diffusori di malattie.
La direzione sanitaria avrebbe preso la decisione - scrive il quotidiano genovese - dopo un episodio accaduto nell'ottobre scorso, quando un usciere tentò, inutilmente, di bloccare un visitatore che voleva portare ad un'ammalata terminale, ricoverata nell'hospice del padiglione Maragliano, il suo cagnolino per un ultimo saluto. Il direttore sanitario ha così studiato la questione ed ha stilato una bozza del regolamento, nel quale si ricorda che la pet therapy è ormai riconosciuta anche a livello scientifico.

(ANSA)
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giovedì, 26 novembre 2009

Il vaccino antinfluenzale: il racconto dell'orrore di cui non avete mai sentito parlare

By Edoardo Capuano - Posted on 22 novembre 2009

Vaccinazione di una donna incintaQuest'anno le donne incinte stanno affrontando una sfida insolita e particolarmente stressante. Come possono sapere, vista l'informazione spudoratamente falsa e fuorviante diffusa dalle agenzie di sanità pubblica, se l'iniezione di antinfluenzale di quest'anno è effettivamente sicura? 

Un sondaggio online rivela che 414 donne su 552 (il 75%) non hanno intenzione di essere sottoposte alla vaccinazione contro l'influenza H1N1. Eppure le donne incinte vengono considerate ad alto rischio di mortalità per questo tipo di influenza.

Le donne gravide stanno discutendo su varie piattaforme internet, e le notizie che seguono, se vere, sono abbastanza impressionanti. Eccone alcune dal sito about.com, monitorato da Krissi Danielsson.

Leggete questo intervento recente:

3 Novembre 2009, 16:30

Connie dice:

Anche io ho fatto la vaccinazione contro l'H1N1 il 22 Ottobre 2009 e ho iniziato il travaglio il 25 Ottobre, quando ero a 16 settimane di gravidanza e avevamo sentito il battito e controllato il resto trovando che tutto andava bene il 16 Ottobre 2009, poi il 28 Ottobre mi si sono rotte le acque e il 29 Ottobre ho partorito un bambino nato morto e nessuno è stato in grado di spiegarmi perché... Tutti mi dicono che non è stata colpa dell'iniezione, ma io credo che sia così. Il mio bambino stava crescendo al ritmo giusto e tutti sembrano ignorare la vaccinazione. Io dico che se vi vaccinate e poi abortite, in caso sia possibile effettuare un'autopsia, chiedete di farla.

Ci sono altre storie come questa:

26 Ottobre 2009, 11:07

Regrets dice:

Ho fatto entrambi i vaccini il giovedì. Ero incinta di 9 settimane. Ho abortito la domenica. Mi era stato detto da svariati dottori di fare questi vaccini. Adesso preferirei aver seguito il mio istinto e non essermi vaccinata AFFATTO!

29 Ottobre 2009, 8:33

Vaccinazioni durante la gravidanza

La prassi per le donne incinte è quella di sconsigliare qualunque tipo di vaccinazione durante la gravidanza e di farsi vaccinare contro il morbillo, l'epatite B, gli orecchioni e il tetano prima della gravidanza o subito dopo la nascita del bambino [International Journal Gynaecology Obstetrics. 1993 Jan; 40(1):69–79].

Sì, è vero che uno studio controllato ha recentemente mostrato che il vaccino antinfluenzale diminuisce le malattie di tipo influenzale di più del 30% tra le donne gravide e riduce il conteggio virale nel sangue per il 63% delle donne gravide e dei neonati [Obstetrics Gynecology Ago 2009; 114(2 Pt 1):365–8].

Sì, certo, il vaccino antinfluenzale previene malattie legate all'influenza, come febbre, diarrea e tosse. Eppure la domanda rimane: il vaccino antinfluenzale riduce la mortalità e gli aborti spontanei legati all'influenza, e c'è una qualunque possibilità che le vaccinazioni possano aumentare il rischio di nati morti?

Un aumento della mortalità materna è stato riportato durante le epidemie influenzali del 1918 e del 1957, ma non in altri anni. Il tasso di ricoveri ospedalieri è stato significativamente aumentato da infezioni dovute ad influenza stagionale avvenute nel primo trimestre di gravidanza, ma l'efficacia della vaccinazione nel prevenire esiti gravi è ancora da dimostrare. La vaccinazione contro l'influenza viene raccomandata negli Stati Uniti per tutte le donne che saranno gravide durante il periodo dell'influenza stagionale, per prevenire che venga contratta l'influenza e che si possa sviluppare una polmonite. Non esiste ancora una prova sicura del fatto che l'infezione materna da influenza sia associata con un aumento di rischio per l'aborto spontaneo, la nascita di bambini morti, di bambini con anomalie congenite, o la mortalità [Nippon Rinsho Ott 2006; 64(10):1930–3].

Perché non permettere alle donne gravide di affrontare i sintomi dell'influenza evitando gli effetti collaterali indesiderati causati dal vaccino?

Alcuni ricercatori canadesi dicono: “le prove sono insufficienti per raccomandare la vaccinazione antinfluenzale stagionale come pratica standard per tutte le donne sane che stiano iniziando una gravidanza” [Vaccine 30 Lug 2009; 27(35):4754–70]. Questo non è di certo quello che viene detto alle donne americane.

Le autorià sanitarie in Svizzera non permettono l'uso del vaccino contro il virus influenzale H1N1 tra le donne gravide per questa stagione (2009 - 2010).


per leggere l'intero articolo cliccare qui

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categorie: salute, genetica e vivisezione

La Vitamina D è un antibiotico naturale

25 novembre 2009 - La vitamina D, quella sintetizzata dall’organismo per azione della luce solare, quella che stimola l’assorbimento a livello intestinale del calcio e del fosforo, quella che favorisce la mineralizzazione della matrice ossea, quella contenuta nell’olio di fegato di merluzzo (210 µg/100g), nel pesce (salmone e aringhe in particolare), nel fegato, nel latte ed i suoi derivati, e nelle uova, funziona anche come antibiotico naturale. Lo ha dimostrato un recente studio dell’Ohio State University (Usa) pubblicato sulla rivista “Future Microbiology”.

Secondo i ricercatori “la vitamina del sole” svolge un ruolo molto importante nella risposta immunitaria contro diversi agenti microbici perché stimola la produzione di catelicidina umana (Human Cathelicidin Antimicrobial Peptide, CAMP), un peptide con azione antimicrobica.

Nella ricerca si legge che questa funzione di difesa immunitaria dell’organismo si è conservata per milioni di anni solo negli esseri umani e nei primati. “La vitamina Dè ottima per la salute del sistema immunitario, per la prevenzione di malattie cardiache e contro le infezioni batteriche e virali“. -spiegano i ricercatori-

Studi futuri su uomini e cavie di laboratorio illustreranno l’importanza di questa regolazione e porteranno allo sviluppo di potenziali applicazioni terapeutiche.

www.benessereblog.it


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categorie: salute
mercoledì, 25 novembre 2009

Influenza A: reazioni allergiche al vaccino in Canada
Oms: autorità al lavoro per capire l'accaduto

GINEVRA, 24 novembre 2009 - L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermatole informazioni di casi "gravi" di reazioni allergiche al vaccino contro l'influenza A segnalate dalle autorità canadesi per un particolare lotto di vaccini. "Le autorità canadesi stanno conducendo serie indagini per stabilire con esattezza cosa sia successo", ha affermato oggi a Ginevra il portavoce dell'Oms Thomas Abraham. "Questo episodio ci dimostra che le autorità canadesi stanno facendo un eccellente lavoro di sorveglianza ed hanno reagito molto rapidamente", ha detto precisando di essere in attesa di ulteriori informazioni. Il portavoce ha sottolineato che oltre 65 milioni di persone sono state già state vaccinate contro il virus H1N1 dell'influenza A.

Sono sei le province canadesi, quasi la metà delle 13 in cui è diviso lo stato nordamericano, in cui le autorità sanitarie e la casa farmaceutica GlaxoSmithKline, produttrice del vaccino, hanno chiesto la sospensione di un particolare lotto del vaccino contro il virus dell'influenza A/H1N1 a seguito dei sei casi di reazioni allergiche conseguenti alla sua somministrazione. In totale, le dosi consegnate dello stesso lotto di vaccino sono state 172.000, di cui 63.000 sono arrivate nella provincia di Manitoba. Secondo il portavoce del dipartimento provinciale della salute, dello stesso lotto ne sarebbero avanzate 930. Ma mentre normalmente le reazioni al vaccino contro il virus A/H1N1 sono 1 su 100.000 dosi, sei reazioni su 63.000 somministrate sarebbe un numero eccessivo, da qui la decisone di ritirare le dosi residue del lotto incriminato. Tutte e sei le persone coinvolte, ha rassicurato il portavoce canadese, si sono rimesse e anche chi ha già fatto il vaccino e non ha sofferto una reazione allergica subito dopo la somministrazione può stare tranquillo.

ANSA


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categorie: salute
domenica, 22 novembre 2009

I Paesi membri devono certificare che i preparati siano innocui e standardizzati
Farmaci omeopatici con la «patente»?
L’Unione europea impone una nuova normativa. E in Italia scoppia la polemica

MILANO - L’Agenzia italiana del far­maco, l’Aifa, avrà un bel da fa­re: si è messa in moto per af­frontare un problema che Bru­xelles ci chiede di risolvere. L’Unione europea preme per una uniformità nelle regole per la messa in commercio dei prodotti omeopatici («pro­dotti » per chi nega loro capa­cità terapeutiche, «medicina­li » per chi crede nei principi enunciati da Samuel Hahnem­man). Indubbiamente il lavo­ro che l’ente si trova di fronte oggi è mastodontico: dovran­no essere passati al vaglio più di trentamila prodotti. D’altra parte un’armonizza­zione sembra necessaria: oggi in Europa, Paese che vai solu­zione che trovi, con una gran­de disomogeneità di pratiche regolatorie che trova spazio nelle maglie delle complesse leggi quadro europee, le cosid­dette direttive. Succede così che nel giu­gno di quest’anno nel Regno Unito la Mhra ( Medicines and healthcare products regula­tory agency ) l’equivalente del­la nostra Aifa, abbia licenziato come farmaco, per la prima volta nella sua storia, un me­dicinale omeopatico a base di Arnica, le cui indicazioni so­no traumi e contusioni. Non più prodotto per cui basta la procedura di registrazione semplificata, ma un «vero» farmaco che impone la pre­sentazione di un dossier com­pleto, fino alle prove di effica­cia sul paziente. Accade anche che certi pre­parati omeopatici, come l’ Oscillococcum , molto utiliz­zato per le malattie da raffred­damento, siano in commer­cio «arricchiti» di indicazioni terapeutiche in certi paesi eu­ropei come la Germania e la Francia, grandi consumatori di boccette dinamizzate, e che le stesse indicazioni siano ne­gate in altri, come la Spagna e l’Italia, appunto.

ASSENZA DI RISCHI - Ma torniamo al lavoro del­l’Aifa. Quello che l’Europa ci chiede, o meglio impone, non è la dimostrazione di un’effi­cacia terapeutica di questi pro­dotti che per definizione han­no un grado di diluizione tale da garantirne un effetto far­macologico nullo, ma che ven­ga esibita una documentazio­ne capace di attestarne l’as­senza di rischi per i consuma­tori. Ovvero che il «prodotto» sia stato preparato da materia­li di partenza sicuri e con me­todi di cui siano noti le moda­lità e i criteri di standardizza­zione, come viene fabbricato, in sostanza. È la procedura di «registrazione semplificata» che ne certifica la qualità per la messa in commercio. Ma è giusto che di questo lavoro di tutela del consumatore si sia fatta carico l’Emea, l’ente che regola i farmaci a livello euro­peo, e che di conseguenza se ne debbano occupare le Agen­zie nazionali? Per chi crede che l’omeopa­tia sia frutto dell’illusioni­smo, un impegno del genere è tempo buttato via rispetto a più «aulici» compiti; per chi ritiene che si tratti di una me­dicina con strumenti curativi diversi da quella allopatica, ma altrettanto efficaci, è un tentativo maldestro di metter­la sotto tutela. Il noto farmaco­logo Silvio Garattini, mette sotto accusa l’Europa per que­sta iniziativa, il medico omeo­pata Elio Rossi sottolinea, in­vece, che il medicinale omeo­patico non è «acqua fresca».

Franca Porciani
fporciani@corriere.it
22 novembre 2009
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categorie: salute
venerdì, 20 novembre 2009

i profumi arrivano a contenere fino a 400 diverse sostanze
Creme e trucco, aumenta il rischio allergie
Secondo la stima di una ricercatrice le donne ogni giorno si spalmano sul corpo circa 515 agenti chimici

Prima di usare una crema è bene leggere  l'elenco dei prodotti  che la compongono (Grazia Neri)
Prima di usare una crema è bene leggere l'elenco dei prodotti che la compongono (Grazia Neri)
MILANO - La crema antirughe e quella idratante, dopo la doccia. Poi rimmel, rossetto, deodorante e ombretto. Le donne ogni giorno si spalmano su viso corpo e capelli circa 515 agenti chimici, secondo il calcolo fatto da una ricercatrice della casa cosmetica Bionsen. Per la cura del proprio corpo una donna moderna consuma quotidianamente «Tredici prodotti in media– spiega Charlotte Smith autrice dello studio – ognuno dei quali è composto da più di 20 ingredienti, compresi additivi e addensanti». Per non parlare dei profumi, che arrivano a contenere un cocktail di 250 (ma possono arrivare fino a 400) agenti chimici.

REAZIONI ALLERGICHE - In alcuni casi i prodotti usati per farsi più belle e attraenti, si possono rivelare vere e proprie bombe chimiche. Come nel caso di Abigail Colbourne, una ragazzina londinese di 15 anni, che voleva i capelli più scuri e ha fatto una tintura in casa. Si è svegliata il giorno dopo con il viso irriconoscibile, gonfio come un alieno, racconta il quotidiano britannico The Sun. Non aveva fatto il test antiallergico consigliato nelle istruzioni. Un’altra ragazza, volendo imitare una popolare cantante, testimonial di un colorante per capelli, ha usato il prodotto e si è ritrovata calva. Eczemi e follicoliti, insomma, sono rischi molto frequenti.

DAL LUCIDALABBRA AL MASCARA - «La cosmesi quotidiana è cambiata radicalmente negli anni – ha spiegato Charlotte Smith – prima era più acqua e sapone, oggi è una continua applicazione di creme autoabbronzanti, unghie finte, lampade, filler, capelli e ciglia allungate. Dietro queste pratiche si nascondono molti pericoli». Ricettacolo di composti dai potenziali effetti indesiderati sono i lucidalabbra (contengono 33 elementi), i mascara (29), le creme per il corpo (32 elementi) e le creme per le mani (persino le più naturali contengono fino a 11 agenti chimici). Molte associazioni di consumatori e ambientaliste da anni combattono per l’abolizione dei parabeni, usati come conservanti, del laurilsolfato di sodio, che ha effetto schiumogeno, dei ftalati, contenuti nelle plastica, e della formaldeide, che sono considerati molto dannosi.

Ketty Areddia
19 novembre 2009
www.corriere.it
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categorie: salute, notizie varie
martedì, 17 novembre 2009

Vaccino anti H1N1: 50 microgrammi di thimerosal

Dalle caratteristiche del vaccino Focetria contenitore multidose reperibili sul sito dell'EMEA, si legge a pag. 11 (composizione qualitative e quantitativa) alla voce "Eccipienti": Thiomersal 0,05 milligrammi  (cioè 50 microgrammi, ndc)
Il Thimerosal è stato studiato ampiamente per la sua tossicità. Riporto alcune frasi tratte dal sito dell'ente regolatore americano per i farmaci, FDA FDA [1]. 

il grassetto è del curatore.

Cos'è il Thimerosal = Thiomersal? 

thimerosal, which is approximately 50% mercury by weight, has been one of the most widely used preservatives in vaccines. It is metabolized or degraded to ethylmercury and thiosalicylate."

Per la FDA la tossicità dell'etilmercurio (uno dei metaboliti del thimerosal) è equivalente a quella del metilmercurio.

FDA considered ethyl- and methyl-mercury as equivalent in its risk evaluation"

A causa del suo rischio per la salute, il thimerosal è stato preogressivamente eliminato negli anni scorsi da tutti i vaccini, rimanendo nei vaccini anti-influenzali. Per i bambini di 6 anni e più piccoli, la FDA raccomanda:

"Thimerosal has been removed from or reduced to trace amounts in all vaccines routinely recommended for children 6 years of age and younger, with the exception of inactivated influenza vaccine (see Table 1. Thimerosal Content of Vaccines Routinely Recommended for Children 6 Years of Age and Younger - (updated 7/18/2005*). A preservative-free version of the inactivated influenza vaccine (contains trace amounts of thimerosal) is available in limited supply at this time for use in infants, children and pregnant women. Vaccines with trace amounts of thimerosal contain 1 microgram or less of mercury per dose.“

A questo proposito occorre notare che il vaccino da 0.5 ml. nel contenitore multidose contiene 50 microgrammi di thiomersal.


Dr. Andrea Valeri, SIMO infleunza working group 


[1] Thimerosal Toxicity  
(accesso controllato il 12/11/2009)
Fonte: Thimerosal in Vaccines  FDA FDA, Page Last Updated: 09/01/2009 

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categorie: salute
domenica, 15 novembre 2009

Via la gobba con lo yoga

Esercizi di yoga in una scuola di Chandigarh, India.

14 novembre 2009 - Per non ingobbirsi troppo da anziani è meglio darsi allo yoga. Secondo un recente studio dell’Università della California, infatti, chi pratica questa disciplina anche in età avanzata, ha più probabilità di evitare un certo ingobbimento. L’esperimento è stato condotto su un centinaio di 75enni ingobbiti che dopo 6 mesi di yoga, hanno riscontrato una riduzione della curvatura dorsale del 5%. E c’è da scommettere che in futuro non avrà problemi di schiena questo ragazzo impegnato in una contorta posizione yoga nella sua scuola di Chandigarh, India.

www.focus.it
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categorie: salute
giovedì, 12 novembre 2009

Cibo cotto, cibo morto
La cottura distrugge le proprietà curative dei cibi

di Franco Libero Manco - http://www.vegetariani-roma.it

La leucocitosi è un fenomeno dovuto all’aumento di globuli bianchi nel sangue: si verifica in modo più evidente dopo ingestione di carne, nella donna in gravidanza, nel neonato, nella persona anziana, dopo stress fisici ecc. ma diventa un fatto patologico a causa di polmoniti, appendiciti, infezioni da germi, intossicazioni ecc.
I globuli bianchi, che possono assorbire anche sostanze chimiche e tossiche, contengono numerosi enzimi che hanno lo scopo di difendere l’organismo fagocitando corpi estranei o microbi penetrati nel sangue.

Quando l’organismo è chiamato a fronteggiare un’infezione, cioè un’improvvisa invasione di microbi patogeni, mobilita rapidamente i macrociti che ingaggiano un’aspra battaglia contro gli invasori: più l’organismo è in pericolo maggiore è il ritmo di produzione per sostituire i microfagi e macrofagi che muoiono in battaglia, innescando in questo modo la leucocitosi.
Esiste una diretta correlazione tra aumento di globuli bianchi e stato di infezione di un organismo, come esiste una diretta correlazione tra ingestione di cibi cotti ed aumento dei globuli bianchi. La cottura dei cibi risulta essere la causa più rilevante all’insorgere di malattie umane.

Che il cibo cotto sia un alimento morto viene dimostrato dal fatto che un seme cotto non germina più, un uovo di gallina fecondato se cotto non darà mai un pulcino, una pianta strappata con l’apparato radicale integro se sottoposta a cottura non riattaccherà mai più.
Con la cottura le proteine subiscono un brusco decadimento del loro valore biologico, tale decadimento è particolarmente intenso in caso di bollitura; se poi la cottura avviene mediante arrostimento o tostatura le proteine si denaturano e producono sostanze tossiche da piroscissione alcune delle quali notoriamente cancerogene, come il benzopirene. Le carni alla griglia sono causa, ormai accertata, di cancro. La stessa cosa si può dire dei semi sottoposti a torrefazione (caffè, cacao, pane abbrustolito ecc.): si formano dei catrami di piroscissione nei quali sono state individuate almeno una decina di sostanze cancerogene (prof. R. Lautie, Vie et Action). La digeribilità delle proteine diminuisce con la cottura (eccetto per l’albume dell’uovo). Le sostanze proteiche a 60° iniziano a flocculare e poi coagulano del tutto divenendo inattaccabili dai succhi gastrici.

Per quanto riguarda i carboidrati. Il dr. Alberto Donzelli (nella rivista Girasole 1984 n.31) afferma: “Tutte le parti imbrunite cotte al forno contengono sostanze mutageni.

In merito alla digeribilità degli amidi cotti il corpo umano è capace di fare la stessa cosa con i propri enzimi (ptialina ecc.) senza ricorrere alla cottura. Anche gli amidi crudi sono digeribili. Il cavolo crudo richiede 2 ore per essere digerito, se cotto ne richiede 4. La cottura impedisce la digestione salivare e rende gli amidi meno digeribili.

Il calore sui grassi causa ossidazione che porta dapprima alla formazione di perossidi e di idroperossidi e poi di acidi grassi a catena corta. Inoltre la glicerina che si libera è un composto altamente tossico. L’acido linoleico, come il linolenico, preziosi per la sintesi dei fosfolipidi, subiscono con il calore delle modifiche strutturali che li rendono inattivi. Il grasso cotto ritarda l’assorbimento di calcio, magnesio, ferro e rallenta lo sviluppo delle ossa.

Il noto igienista Dr. A. I. Mosseri dice: “Gli alimenti cotti non sono adatti all’alimentazione umana, essendo denaturati, devitaminizzati, demineralizzati”. E il prof. Byron Tyler aggiunge: “Gli alimenti cotti sono alimenti morti. Il cibo cotto è la più grande maledizione umana”.

Il medico di Losanna P. Kouchakoff ha dimostrato, a conclusione di migliaia di esperimenti condotti su molti soggetti e su se stesso, che un alimento cotto provoca la moltiplicazione quasi immediata dei globuli bianchi che, come è noto, servono a difenderci da corpi estranei e dannosi, soprattutto di natura microbica, mentre l’alimento crudo non la provoca mai. Esiste, insomma, nel nostro organismo una sorta di automatismo fisiologico in virtù del quale l’alimento cotto è considerato come un aggressore. Le nostre difese leucocitarie, sollecitate diverse volte al giorno finiscono inevitabilmente coll’indebolirsi e forse in questo risiede la nostra grande vulnerabilità alle infezioni. Il nostro organismo è in grado di utilizzare anche il cibo cotto ma è costretto a trasformare un cibo morto in materia vivente con un dispendio notevole di energie vitali sottraendole all’economia delle nostre difese immunitarie.
Oscar Montanari scrisse un libro in difesa del crudismo dal titolo “Gli alimenti cotti indeboliscono, ammalano, uccidono il corpo umano”. Il dr. Giuseppe Panegrossi, noto clinico all’università La Sapienza di Roma, scrisse anche lui un libro in difesa del crudismo “Il crudismo nei confronti della scienza e della civiltà”.
L’ingegnere francese Andrè Simoneton gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarismo e si dette a studiare la causa del potere guaritore delle piante. Scoprì che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano intorno a 6500 Angstrom mentre in condizioni di malattia o di cattiva alimentazione scendono sempre ad di sotto di tale livello.

Simoneton divise gli alimenti in tre categorie:

1) alimenti morti (cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcol, liquori, zucchero bianco e grezzo): questi prodotti hanno radiazioni nulle o quasi nulle;

2) alimenti inferiori (carne, salumi, uova non fresche, latte bollito, caffè, tè, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco: questi hanno radiazioni inferiori a 5000 Angstrom;

3) alimenti superiori: frutta cruda e matura e verdura cruda e fresca: questi cibi hanno radiazioni molto elevate tra 8000 e 10000 Angstrom. Inoltre le radiazioni della frutta e della verdura sono più alte quanto più breve è il tempo trascorso dalla loro raccolta.

Gli alimenti che non si possono mangiare crudi non erano destinati dalla natura a nutrirci.
L’uomo ha iniziato a cuocere il cibo (carne e cereali) per estreme necessità di sopravvivenza cercando di rendere appetibile cibi inadatti alla sua natura di animale fruttariano ma, purtroppo, come affermava Lucrezio “Il cibo cotto è stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita”. Infatti l’alimentazione cruda è la base prima del benessere umano mentre il cibo cotto espone l’uomo a tutte le malattie e ai pericoli della morte precoce.
Quando gli uomini si nutrivano di cibi crudi vivevano più a lungo ed erano più forti e più resistenti alle fatiche. A tal proposito è bene ricordare che gli atleti greci, spartani e gli eserciti di Cesare si nutrivano quasi esclusivamente di fichi, nocciole, formaggio e gran turco.

Dopo aver mangiato cibo cotto i leucociti (che influenzano la morfologia del sangue) aumentano per mezzora, dopo 90 minuti ritornano nella norma. Mediante cottura ordinaria, bollitura, si verifica un aumento dei globuli bianchi; se i cibi vengono cotti al alte temperature si sviluppa iperleucocitosi. Questo non succede con i cibi crudi: anche se si mangia carne cruda i globuli bianchi non aumentano. Ma un alimento cotto genera leucocitosi anche se assunto freddo.
Vino, aceto e zucchero producono aumento di globuli bianchi.

Esiste un limite (temperatura critica) entro cui può essere portato a cottura un alimento senza che questo sviluppo leucocitosi digestiva. Queste temperature critiche variano da 87 a 97 gradi centigradi a seconda dell’alimento che si cuoce. Si può evitare leucocitosi mangiando prodotto cotto con quello crudo, nella proporzione minima del 10% del primo e con la necessità di masticarli insieme. Mangiare prima l’uno e poi l’altro cibo non impedisce leucocitosi.
La leucocitosi è un’alterazione delle cellule e non un cambiamento dei componenti liquidi, infatti il succo estratto dagli alimenti crudi e poi cotto non determina leucocitosi. Però alcuni batteri che si sviluppano per es. nello yogurt, nel latte cagliato o nei formaggi possono influenzare la reazione leucocitaria.
Gli alimenti che causano leucocitosi digestiva subiscono con la cottura modifiche chimiche a causa della mancanza di ossigeno. Infatti agitando nell’aria per mezzora un cibo cotto riprende le sue proprietà di cibo crudo. Esempio lampante dimostra che per neutralizzare gli effetti dannosi dello zucchero occorre compensarlo con prodotti crudi.
Seccare, salare, affumicare fa perdere al cibo le proprietà nutritive.
Gli animali nutriti con carne cotta vivono meno a lungo ed hanno minori capacità di riproduzione inoltre tendono a sviluppare maggiori malattie mentre l’alimentazione cruda rende perfino più agevole il parto degli animali. Nei suoi esperimenti con le scimmie McCarrison ha dimostrato che i cibi cotti producono dissenteria: le scimmie perdono l’appetito, contraggono anemia, malattie della pelle, perdono peso corporeo e tutti gli organi vitali cominciano ad atrofizzarsi.

LA COTTURA …

- distrugge il corredo vitaminico, specie delle vitamine termolabili: enzimi, ormoni, antiossidanti naturali: elementi che sono alla base delle difese naturali dell’organismo;

- cambia ciò che era organico in inorganico rendendolo inutilizzabile dall’organismo; specialmente le vit. B e C solubili in acqua, si dissolvono alla prima cottura;

- causa grande perdita di minerali solubili, dal 20 al 70%;

- la cottura a vapore produce una perdita dal 22 al 43%;

- produce acido urico che danneggia lo stomaco, intestini, reni, fegato, polmoni, cuore causando artrite, reumatismi, gotta, cancro.

Le verdure bollite e l’acqua gettata perdono quasi tutti i minerali. Maggiore è l’acqua che si usa per cuocere il cibo maggiore è il quantitativo di nutrienti che va perso.
Il cavolo cotto perde il 62% delle proteine, il 72% del suo calcio, il 60 % di fosforo e il 67% di ferro. La perdita di vit. C degli ortaggi è del 45%; nei germogli di soia è del 70%.
Tutti i minerali organici si ossidano quando vengono in contatto con l’ossigeno dell’aria e tornano ad essere inorganici. Non c’è vita nella sostanza inorganica. La sostanza inorganica non è utilizzabile dall’organismo. Un cibo cotto è un cibo ossidato. Quando la carne viene bollita i fosfati organici si trasformano in inorganici.
Con il cibo cotto l’organismo non potendo trarre tutto il nutrimento necessario sente il bisogno di ingerire maggiori quantità di alimenti, con ciò che ne consegue. Se ci si nutrisse di cibi crudi ne basterebbe la metà del quantitativo che ingeriamo da cotto.
Nel latte bollito, il complesso calcio-fosfato utilizzabile per la crescita, viene mutato in una forma che è quasi impossibile assimilare.

Più a lungo vengono cotti i cibi, più alta è la temperatura, maggiore è il danno.
Le parti più cotte di un cibo (per esempio la crosta del pane) hanno meno valore nutritivo di quelle meno cotte (la mollica).
Il processo di cottura è nemico non solo degli organi digestivi ma dell’intero organismo umano.
I cibi cotti e poi conservati per il pasto successivo perdono tutte o quasi tutte le loro proprietà nutritive. I cibi essiccati (tostati inscatolati ecc.) hanno pochissimo o quasi nullo potere protettivo.
La perdita di acido folico è molto alta con la cottura dei cibi: con la cottura a vapore si perde il 10%; con quella a pressione il 20%; con la bollitura il 50%.
Il latte pastorizzato perde le sue proprietà antiscorbutiche. Allo stesso modo gli ortaggi e la frutta se essiccati, conservati o inscatolati: perdono le loro proprietà antiscorbutiche.
Meglio una forte e breve bollitura che una lunga e lenta.
Non è vero che le cose cotte sono più appetitose: sono, eventualmente, i condimenti che le rendono tali, ma le spezie e gli aromi sono spesso tossici.
Molti cibi divengono indigesti a causa del tipo di cottura o perché vengono cucinati con l’aggiunta di altri alimenti tra loro incompatibili (es. legumi e grasso).
I cibi cotti (ritenuti pre-digeriti) non sono un vantaggio in quanto impediscono la giusta attività dei succhi gastrici.
Da ricordare che tra i tanti tristi primati dell’uomo (come quello di essere il solo animale che prende il latte di un altro animale anche dopo lo svezzamento) è quello di cuocere e mischiare i cibi che mangia. Vi sono 700 mila forme di vita animale: nessuna tranne l’uomo mangia cibo cotto. L’uomo è la sola specie ad essere malata, oltre agli animali domestici a cui viene dato cibo cotto.

Silvester Graham (1794-1851) (uno dei più eminenti scienziati che per primo a parlato di cure naturali, di igiene naturale, di nutrizione) dichiara: “Se l’uomo si sostenesse interamente con cibo crudo, la sua accurata masticazione e il lento inghiottire e i suoi pasti semplici servirebbero grandemente ad impedire l’iper-alimentazione e a salvarlo dai nocivi effetti di una delle cause più distruttive della vita civile”.
Giustamente il movimento del cibo crudo si fa risalire a Graham per il quale, come per Russell Thacker Trall (1812-1877), Allcott, Densmore, Page ed altri, la frutta cruda, le noci e gli ortaggi rappresentano la migliore e la più alta materia nutritiva per l’uomo.
Dice Adolph Just nel suo Ritorno alla Natura: “Non c’erano forse uomini e donne belli migliaia e migliaia di anni prima della scoperta del fuoco? Volete forse credere che la natura abbia trascurato la salute dell’uomo fino a che pillole, medicinali e cibi brevettati non l’avessero salvato?”
Il cuoco arrostisce, bolle, cuoce in umido, aggiunge salse, intingoli, sostanze aromatiche e poi mescola e mescola fino a che della sostanza iniziale, totalmente contraffatta, non è più possibile riconoscere il gusto, il colore, l’aroma. Un cibo che non esiste in natura: adatto ad un popolo destinato ad non esistere. Camuffare la morte, il sapore e il truce aspetto della salma di un animale, con i colori e i sapori della vita, questa in sintesi la professione del cuoco. Più uno chef è rinomato e famoso, più spavalde, arroganti, avventurose e blasfeme saranno le sue proposte e le sue modificazioni, le sue macchinazioni infernali sul cibo, elaborate in costante contraddizione con le esigenze salutistiche di chi dovrà consumare le sue taroccate opere d’arte culinaria. Caratteristica peculiare e imprescindibile del cuoco è quella di tenere in totale dispregio le esigenze digestive-assimilative del suo cliente.

RIASSUMENDO:

- il cibo crudo richiede masticazione: esercizio essenziale per i denti;

- la necessaria masticazione assicura un’insalivazione appropriata;

- il cibo crudo preserva i denti e lo stomaco dai danni del cibo cotto;

- i cibi crudi posseggono le giuste proporzioni tra sostanze nutritive e quelle di scarto;

- i cibi crudi tendono ad impedire dannose combinazioni di alimenti;

- i cibi crudi posseggono vitamine, enzimi, sali, acidi, carboidrati, proteine, e grassi in forma organica, cioè altamente assimilabili;

- la necessità di masticare ci consente di assaporare pienamente il sapore del cibo, questo assicura l’appropriato adattamento ad esso dei succhi gastrici;

- i cibi crudi non possono essere facilmente adulterati così come oggi avviene per i cibi inscatolati;

- il cibo crudo non fermenta rapidamente;

- la dieta cruda fa risparmiare energie, tempo e lavoro.
postato da: camozzi alle ore 23:37 | link | commenti
categorie: salute
mercoledì, 11 novembre 2009

Se dormi poco, ti prendi l'influenza

11 novembre 2009

dormire bene Dormire poco aumenta il rischio di beccarsi un raffreddore. A sostenerlo è un nuovo studio condotto per la rivista “The Archives of Internal Medicine” in cui gli scienziati hanno seguito 153 uomini e donne per due settimane registrando la durata e la qualità del loro sonno.

Dopo cinque giorni, hanno isolato i pazienti e li hanno esposti ad alcuni virus influenzali. Ebbene, chi aveva dormito mediamente meno di sette ore per notte è risultato tre volte più a rischio rispetto a chi aveva dormito almeno otto ore. Sembra, infatti, che sonno e sistema immunitario siano strettamente legati tra loro.

Diversi studi hanno dimostrato che i mammiferi che dormono di più producono anche livelli superiori di globuli bianchi utili a combattere la malattia. Inoltre, i ricercatori hanno dimostrato che le specie che dormono di più hanno anche una maggiore resistenza ai patogeni e sono protetti meglio dalle infezioni.

Dunque, facciamo tesoro di questa scoperta e cerchiamo di dormire il giusto numero di ore ogni notte. Non possiamo pensare di saltare le ore di sonno e rimediare poi riempendoci di integratori a base di vitamina C ed echinacea. Quanto al giusto numero di ore, secondo i medici dovrebbero essere almeno sette per gli adulti e dieci o anche dodici per i bambini. Se proprio non riusciamo a dormire di notte, cerchiamo almeno di recuperare con un pisolino pomeridiano oppure nel fine settimana.

Via | The New York Times
Foto | Flickr
www.benessereblog.it
postato da: camozzi alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: salute

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